Iscriviti alla FLC CGIL

Home » Notizie dalle Regioni » Molise » Dimensionamento scolastico: in Molise si rischia il taglio di 21 scuole su 51

Dimensionamento scolastico: in Molise si rischia il taglio di 21 scuole su 51

Necessario mobilitarsi subito a tutela del sistema scolastico molisano.

02/12/2022
Decrease text size Increase  text size

A cura della FLC CGIL Molise

Si è riunita ieri, presso la sede della Giunta regionale del Molise, la Cabina di regia sul dimensionamento scolastico, convocata al fine di discutere sulle eventuali proposte di modifica per l’a.s. 2023/2024. Ancora una volta, come previsto, abbiamo registrato la volontà di Regione e Province di limitarsi a prorogare anche per l’a.s 2023/2024 il piano di dimensionamento attuale, che prevede per la nostra regione 52 istituzioni scolastiche (di cui una sottodimensionata).

FIRMA ONLINE CON SPID

Eppure come FLC CGIL avevamo presentato tutta una serie di osservazioni alle Linee guida, volte al miglioramento dell’offerta formativa regionale. Sarebbe stato necessario adoperarsi per ridurre al minimo il numero degli Istituti Omnicomprensivi, evitare le duplicazioni di indirizzi di studio, andare verso l’istituzione di poli omogenei (Liceali, Tecnici, Professionali), superare le pluriclassi favorendo la costituzione di poli scolastici territoriali, potenziare le reti di trasporto tra comuni. Anche quest’anno però si è deciso di non decidere, forse perché il tema è spinoso, e rischia di alterare i già precari equilibri politici, anche in vista delle prossime elezioni regionali.

Prospettive ancora peggiori, però arrivano dalla legge di bilancio 2023: un provvedimento deludente, che conferma le scelte di disinvestimento fatte da tanti anni sulla scuola, uno dei settori cardine per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.

L’articolo 99 della legge di bilancio 2023, infatti, stabilisce che l’organico dei Dirigenti e dei DSGA di ogni regione venga definito da un Decreto, emanato di concerto tra Ministero dell’Istruzione e del MeF, previo accordo con la Conferenza stato regioni. Sulla base dei parametri indicati, saranno poi le Regioni a provvedere autonomamente al dimensionamento della rete scolastica. Il problema è che la stessa norma prevede un innalzamento dei parametri minimi per l’attribuzione del numero di autonomie scolastiche: per avere una dirigenza ci vorrà una media di 950 alunni. La norma contiene anche un passaggio sulla necessità di salvaguardare le specificità territoriali con compensazioni territoriali, ma si tratta di un richiamo vago e insufficiente.

Un netto passo indietro, in ogni caso, rispetto alla legge di Bilancio 2022, che per l’a.s 2022/2023 e 2023/2024 aveva ridotto da 600 a 500 (300 per i comuni montani) il numero minimo di alunni per l’assegnazione alla scuola della dirigenza scolastica e del DSGA..

La normativa che si applicherà dall’a.s 2024/2025 potrebbe portare in un decennio, se non ci saranno deroghe, alla scomparsa di ben 21 scuole sulle 52 attuali.

MOLISE

2022/2023

2024/2025

2028/2029

2032/2033

Alunni

35.987

35.181

32.060

29.728

Scuole

52

37

33

31

(Nella tabella le previsioni relative alla popolazione studentesca contenute nella Relazione tecnica)

Le nuove norme rischiano di arrecare un danno incalcolabile alla scuola molisana: non ci si può limitare ad “assecondare” la dinamica demografica e tagliare in proporzione al numero degli alunni, altrimenti si rischia una spirale inarrestabile, che avrà tra i suoi effetti quello di non poter garantire un’offerta formativa di qualità. La particolare conformazione territoriale del Molise, la presenza di comuni montani, la mancanza di efficienti reti di trasporto rende necessaria un’attenzione specifica al territorio.

In occasione della Cabina di regia convocata presso la Regione abbiamo posto con forza la necessità di un intervento dei nostri rappresentanti politici e istituzionali a tutela del sistema scolastico molisano. Più volte si è parlato di aree interne, di progetti volti a riconoscere le specificità del territorio, ma poi, quando si è parlato di numeri, siamo rimasti vincolati a parametri nazionali, che ci penalizzano.

Da parte nostra, se non ci saranno modifiche, non possiamo che preannunciare forti azioni di mobilitazione, non escludendo nessuno degli strumenti a disposizione.