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Valle d’Aosta. La Corte Costituzionale boccia la legge regionale che sanciva l’ineleggibilità di docenti universitari e dirigenti scolastici

Su questa legge la FLC Cgil aveva espresso tutta la sua contrarietà.

15/02/2008
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La Corte Costituzionale ha bocciato la legge regionale sulla riforma elettorale, approvata recentemente dal Consiglio regionale, su proposta del Presidente Caveri. La legge prevedeva, infatti, che non potessero - comunque - candidarsi alle elezioni politiche regionali né i Dirigenti scolastici né i docenti universitari.

Su questa legge la FLC Cgil aveva espresso tutta la sua contrarietà e la stessa era stata stigmatizzata per il suo contenuto antidemocratico ed illegittimo dal rappresentante dei docenti Luca Scacchi.

Nonostante il tentativo di minimizzare la sentenza, questa costituisce l’ennesima bocciatura per i provvedimenti approvati dalla Giunta regionale.

Roma, 15 febbraio 2008
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Comunicato stampa

La Segreteria della FLC Cgil della Valle d’Aosta accoglie con soddisfazione la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara l’illegittimità della legge regionale nella parte in cui si pretendeva di escludere i docenti universitari ed i dirigenti scolastici dal diritto ad essere candidati all’elezione in Consiglio regionale.

Come già denunciato dalla FLC Cgil e dai docenti dell’Università a suo tempo,questa scelta era inaccettabile sul piano della democrazie dei diritti e chiaramente “viziata” da ragioni di parte.

I commenti di Parte del Capo Gruppo in Consiglio regionale dell’U.V. (la sentenza riconosce il buon diritto della legge perché mantiene il principio per il Rettore) aggiunge un ulteriore danno all’immagine del provvedimento. Come ricordato da Luca Scacchi, membro del Direttivo regionale della FLC Cgil, nessuno contestava l’incompatibilità del Rettore – proprio perché nomina di competenza della Giunta regionale – ma quella dei docenti universitari (e Dirigenti scolastici), normali cittadini e vincitori di concorso e – comunque -assunti al di fuori del rapporto“fiduciario” di qualche Organo politico.

La sottovalutazione della bocciatura “politica” della Consulta da parte del Presidente della Giunta, che parla – con analogia sportiva – di pareggio (sic!) preoccupa ulteriormente perché dimostra una assoluta indisponibilità ad ammettere di aver sottovalutato le implicazioni antidemocratiche di questo provvedimento.

Per la Segreteria della FLC Cgil
Mauro de Luca