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Le relazioni sindacali all’ENEA sono ferme da troppo tempo

È giunto il momento di riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali!

04/04/2024
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La FLC CGIL, con il presente comunicato, intende manifestare al personale di ENEA la necessità che l’amministrazione convochi al più presto il tavolo sindacale, perché sono molte le questioni che richiedono soluzioni condivise.

Un mese fa, le organizzazioni sindacali, unitariamente hanno chiesto la convocazione del tavolo, per recepire la disciplina contrattuale del lavoro a distanza contenuta nel CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2020 (Titolo III), che prevede non solo forme di maggiore flessibilità per tutto il personale, ma anche una specifica disposizione per i Ricercatori e i Tecnologi, che ne riconosce le prerogative di autonomia previste dalle norme generali. Resta centrale l’esigenza, più volte manifestata da tutte le OOSS, di aumentare il numero di giornate a distanza, con l’unico vincolo di legge della “prevalenza in sede”. Inoltre, il CCNL vigente, distingue due diverse forme di lavoro a distanza che hanno, tra di loro, caratteristiche sostanzialmente diverse: il lavoro agilesenza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro” e il lavoro da remoto, svolto in un luogo concordato con l’amministrazione (e può essere anche il proprio domicilio), ma “con vincolo di tempo e nel rispetto dei conseguenti obblighi di presenza derivanti dalle disposizioni in materia di orario di lavoro”. Questo implica due cose essenziali: il lavoro agile non può che essere svolto con il massimo della flessibilità spazio-temporale per tutto il personale, mentre il lavoro da remoto deve prevedere la medesima disciplina dell’orario di lavoro previsto dagli articoli 48, per il personale Tecnico e Amministrativo, e 58, per il personale Ricercatore e Tecnologo e deve includere tutti gli istituti contrattuali legati all’orario di lavoro, a partire dal buono pasto.

Ad oggi, alcuna risposta abbiamo ricevuto e diventa urgente una convocazione su questo tema, tenendo conto che anche altre questioni meritano di essere affrontate in tempi rapidi.

ARTICOLO 15

La questione si pone in termini molto semplici: L’ENEA avrà a disposizione per il 2024, fra finanziamento MASE (600 k€) e un finanziamento da legge di bilancio 2024 (presumibilmente 3,0-3,5 M€), una cifra per “indire procedure selettive” per circa 300 posizioni per il passaggio dal III al II livello di Ricercatori e Tecnologi finanziate con risorse aggiuntive dedicate, su una platea di circa 800 aventi diritto. In più ci sono le posizioni previste su risorse di bilancio dell’Ente e già inserite nel piano di fabbisogni: al momento 179 posizioni, di cui 123 per il passaggio III-II e 56 per il passaggio II-I. E tutto questo dovrà CONCLUDERSI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2024, se vogliamo che queste risorse vadano al personale interessato e non restino nelle economie di bilancio dell’ENEA. D’altra parte il Presidente, a dicembre dello scorso anno, parlava di “nuove procedure di selezione su cui stiamo già lavorando”. Allora, la domanda è altrettanto semplice: quando vogliamo cominciare a discutere dei criteri per i nuovi bandi? Non solo, visti i tempi impiegati per l’ultima procedura articolo 15, sarà il caso di cominciare a discutere quali soluzioni adottiamo per garantire che la decorrenza dei nuovi inquadramenti sia effettivamente il 1 gennaio 2024. Inoltre, l’apertura della discussione sull’articolo 15 sarebbe “salutare” per il clima che si è creato in ENEA intorno al contenzioso generato dall’ultima procedura.

PRECARIATO

Ad oggi, il fenomeno del precariato in ENEA presenta numeri ampiamente gestibili nell’ambito delle capacità assunzionali dell’Ente. Già nella primavera dello scorso anno, in sede di confronto sindacale, la FLC CGIL aveva segnalato all’amministrazione ENEA, la proroga fino al 2026 dell’articolo 20 della “legge Madia” per gli Enti di Ricerca. In effetti l’Ente, ha previsto, nel bando per i TD uscito lo scorso luglio la stabilizzazione di coloro che matureranno i 36 mesi di contratto. Poi è arrivato il finanziamento specifico MASE, il concorso ex articolo 20, comma 2 di dicembre scorso e l’inserimento nel piano di fabbisogno 2024-2026 di ulteriori 60 posizioni. Abbiamo apprezzato queste azioni. Ma, oggi, chiediamo che sia data piena applicazione al comma1 dello stesso articolo di legge che consente la stabilizzazione dei TD in essere, senza un’ulteriore procedura concorsuale e riconoscendo loro anche i periodi prestati presso altri Enti di ricerca e Università con Assegni di Ricerca (articolo 12, comma 3-ter, dlgs 218/2016). Riteniamo che questa procedura possa incontrare anche l’interesse di ENEA, sia per l’evidente risparmio, non dovendo fare il concorso, sia per le difficoltà incontrate negli ultimi anni nelle procedure di reclutamento (scarsa partecipazione, abbandoni, rinunce).

Ma le questioni da trattare non finiscono certo qui e siccome è buona consuetudine non dilungarsi troppo nei comunicati, proviamo ad essere sintetici.

Prendiamo atto, ancora una volta, alla scarsa attitudine dell’amministrazione a puntuali relazioni sindacali: la proroga del lavoro agile/telelavoro e l’introduzione del SAP, che ha creato non poche difficoltà a tutto il personale e che contiene ancora qualche procedura non proprio in linea con il dettato contrattuale, sono state fatte senza un’informativa e un confronto con il sindacato.

SERVIZI

Per non parlare della procedura per la riattivazione di una qualche forma di servizio bar (semplice o rinforzato) o mensa dei Centri romani, Portici, Trisaia e Santa Teresa che si è persa in un limbo indefinito, sebbene, negli ultimi mesi, ci siano stati diversi incontri con tutte le RSU interessate. A questo punto è legittimo porsi una domanda: ma siamo sicuri che l’Ente e, in particolare ISER, sia veramente interessato a riattivare questo servizio? A nostro avviso sembra che l’azione dell’amministrazione sia piuttosto finalizzata a far fallire questo tentativo, un po’ come si sente riecheggiare nei corridoi di qualche Centro!

Inoltre, quanto accaduto al Centro di Bologna, consapevoli che l’evento sia stato un reale imprevisto per l’ENEA, mette in evidenza, a nostro avviso, una debolezza strutturale dell’Ente anche nella gestione dei Servizi. Per alcuni aspetti, questa debolezza è dovuta all’assenza di investimenti finalizzato al ripristino e alla manutenzione straordinaria delle strutture dell’ENEA (dalla Sede legale a tutti quei Centri che soffrono anni di lento decadimento). Ma siamo convinti che tale debolezza dipenda anche dalla struttura organizzativa di ENEA e, in questo particolare contesto, di ISER, che negli anni ha visto calare il numero del personale afferente e accorpare le aree territoriali e che ha prodotto solo un aumento del carico di lavoro sulle colleghe e i colleghi che lavorano nel servizio. Un’organizzazione fortemente centralizzata, come è ISER, andrebbe ripensata per un Ente che ha importanti infrastrutture su tutto il territorio nazionale.

Per tutte queste cose, è giunto il momento di riaprire il confronto le organizzazioni sindacali!

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