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Finanziamento delle supplenze alle scuole: dal Ministero molte parole ma fatti nessuno

A fronte della gravità della situazione, il Ministero ha messo in campo un impegno che noi giudichiamo assolutamente insufficiente

23/04/2007
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Da molti mesi a questa parte la FLC Cgil, raccogliendo il grido di allarme lanciato dalle scuole, dalle RSU, dai docenti supplenti e di ruolo, dai Dirigenti scolastici e dai Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi, ha denunciato in varie forme la situazione insostenibile di mancanza di liquidità nelle casse scolastiche, da un lato per il ripianamento dei debiti pregressi contratti per il conferimento delle supplenze e, dall’altro, per il reintegro di fondi adeguati alle necessità delle scuole per le supplenze stesse e per la tassa sui rifiuti.

Tale situazione, abbiamo sempre sottolineato, è conseguenza di una dissennata politica di definanziamento alle scuole statali perseguita pervicacemente durante la gestione Moratti e che ha portato al dimezzamento dei trasferimenti alle istituzione scolastiche.

Le soluzioni sono semplici: la copertura del buco progresso; l’attribuzione del pagamento delle maternità (che rappresentano il 60% circa delle supplenze) all’INPS trattandosi di indennità, l’attribuzione al Tesoro del pagamento delle supplenze superiori ai due mesi utilizzando in ciò le risorse della spesa fissa.

A fronte della gravità della situazione, puntualmente resocontata sul nostro sito , il Ministero ha messo in campo un impegno che noi giudichiamo assolutamente insufficiente.

Ed è apparsa totalmente insoddisfacente se non allarmante la risposta del Ministro dell’Economia ad una interrogazione parlamentare sulla questione: si attribuisce al finanziamento tramite i “capitoloni”, previsti dalla Legge finanziaria e varati con il DM 21/2007 e la nota n. 151/2007 , una virtù salvifica che essi non hanno. A queste risposte è sotteso un offensivo giudizio sulla Dirigenza scolastica di non sapere gestire i fondi e, aggiungiamo, di non sapere prevedere le maternità e le malattie lunghe.

Insomma, pare di capire che il problema non è risolvere questa grave situazione quando individuarne la causa in chi la denuncia!

E’ una situazione insostenibile.
Mentre prosegue la nostra azione verso il Ministero daremo spazio nel nostro sito ai documenti che ci verranno inviati su questo argomento per rappresentare una situazione che mette in ginocchio il diritto allo studio in centinaia di scuole italiane.
In particolare rappresenteremo le critiche dei tanti Consigli di Istituto e dei gruppi di scuola e territoriali dei DS e DSGA che in queste settimane si stanno riunendo e pronunciando.
Sarà utile che le scuole, tramite i propri Consigli di istituto, coinvolgano le istituzioni locali rappresentando la messa in discussione del diritto allo studio oltre che lo stato di disagio professionale in cui versa tutto il personale della scuola che nulla ha da rimproverarsi per aver solo fatto il proprio dovere di assicurare il servizio applicando le leggi.

La FLC Cgil prende, inoltre, l’impegno di studiare forme specifiche di tutela giudiziaria dei Dirigenti scolastici, dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi e dei docenti di fronte a iniziative dell’Amministrazione che dovessero chiamare in causa il loro operato professionale e mettere in discussione l’esigibilità dei diritti.

Roma, 23 aprile 2007