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Gestione fondi PNRR: occorrono indicazioni precise e supporti dedicati alle scuole

Il notevole flusso di denaro mette le scuole in una situazione gestionale inedita che richiede un inedito e nuovo impegno di supporto da parte del Ministero. La CGIL e la FLC CGIL hanno chiesto un incontro specifico all’Amministrazione.

08/09/2022
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Le scuole si trovano ad affrontare una inedita mole di lavoro per la gestione dei progetti previsti e finanziati dai fondi del PNRR. Vediamo per sommi capi di seguito quali sono.

«Scuola digitale 2022-2026», composto da due interventi (migrazione al cloud e miglioramento dei siti web in termini di accessibilità e funzionalità per l’utenza interna ed esterna) con scadenza 23 settembre 2022;

Le azioni relative al “Piano Scuola 4.0” comprensivo di due interventi (trasformazione delle aule in ambienti innovativi di apprendimento Azione 1 e laboratori per le professioni digitali del futuro Azione 2) con atto d’obbligo per il dicembre 2022;  

Attuazione delle attività previste dall’ Investimento 1.4. “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica” nell’ambito della Missione 4 Componente 1. Primo stanziamento comunicato alle scuole con il DM 170 del 24 giugno 2022. Sottoscrizione dell’atto d’obbligo per la realizzazione delle attività ottobre-dicembre 2022.

I problemi che si pongono, al fine di utilizzare al meglio e fino in fondo tutte le risorse disponibile del PNRR, sono di varia natura.

  1. La difficoltà per le scuole di rispettare i tempi previsti e per la novità delle procedure e per la mancanza di organico sufficiente soprattutto all’inizio dell’anno scolastico
  2. La conseguente necessità di avere un organico di segreteria stabile e magari rafforzato soprattutto nelle fasi inziali di avvio della progettazione
  3. La necessità in generale di una formazione specifica sulla co-progettazione co-programmazione per la gestione dei fondi assegnati considerato il coinvolgimento degli enti del terzo settore
  4. La necessità di indicazioni operative chiare anche rispetto ai passaggi deliberativi degli organi collegiali
  5. La messa a disposizione di modelli operativi e l’attivazione di un’interfaccia permanente con il Ministero per superare ogni difficoltà di carattere amministrativo e di comunicazione informatica si dovesse presentare
  6. L’emanazione di indicazioni, previo incontro nazionale, circa l’attivazione delle prerogative sindacali (informazione confronto contrattazione) in merito al lavoro aggiuntivo e l’impiego del personale nelle attività
  7. L’eventuale attivazione di un sistema di faq di supporto alle scuole.

Tanto più ciò diventa necessario quanto più si consideri che nell’ordinaria amministrazione di altri progetti si sono presentati problemi di non facile soluzione che hanno messo in difficoltà le scuole.

Ad esempio:

  • per le implementazioni di apparati tecnologici insorgono difficoltà a rispettare i progetti finanziati per mancanza o ritardi rilevanti nella fornitura di materiali;
  • si verificano ritardi nell’erogazione della quota successiva alla rendicontazione anche in presenza di rendicontazione positiva, con conseguenti difficoltà di cassa;
  • talora la gestione informatizzata incorre in errori formali e rende difficile rendicontare i finanziamenti ricevuti e utilizzati;
  • l’erogazione del 10% finale del finanziamento provoca un anticipo di cassa che i bilanci di moltissime scuole non possono e non potranno sostenere.

A queste difficoltà ordinarie si aggiungerebbero una valutazione e un monitoraggio trimestrale (per i fondi sulla dispersione) che destano preoccupazione per essere troppo frequenti e ravvicinati ma anche una difficoltà ad utilizzare completamente i finanziamenti assegnati. Peraltro le scuole sono già oggetto di proposte e sollecitazioni da parte di imprese sull’investimento 3.2 “Piano Scuola 4.0” e da parte di Enti del terzo settore sull’investimento 1.4 “riduzione dei divari e dispersione”.

È evidente la necessità di mettere tutte queste problematiche sotto stretta osservazione in un’ottica di massimo supporto alle scuole avendo come obiettivo di utilizzare al meglio e con la massima efficacia i fondi del PNRR. Un atteggiamento dirigistico e burocratico sarebbe controproducente e improduttivo.

Di tutto ciò la CGIL e la FLC CGIL chiedono di discutere con il Ministero dell’Istruzione.

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

Al via la
campagna referendaria.

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