Iscriviti alla FLC CGIL

Home » Scuola » Scuole italiane all'estero » Personale scolastico all’estero: norma “elettorale” del governo che interviene sulla durata del mandato all’estero, caos e discriminazioni

Personale scolastico all’estero: norma “elettorale” del governo che interviene sulla durata del mandato all’estero, caos e discriminazioni

Ignorata la possibilità di ridefinire la durata del mandato nella sequenza contrattuale aperta con i sindacati, ulteriore pasticcio legislativo che manda nel caos il sistema e apre le porte ad un’ennesima stagione di ricorsi.

03/06/2024
Decrease text size Increase  text size

Il 31 maggio 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso Decreto Legge annunciato nelle settimane scorse dal Ministro Tajani. L’art. 14 del Decreto Legge n 71 cambia la durata del servizio del personale scolastico italiano impegnato all’estero, dando la possibilità agli interessati di passare dagli attuali 6 anni a 9 anni per chi intende rinunciare al secondo mandato. Nella norma si specifica inoltre che quest’anno potrà usufruirne solo il personale impegnato nelle scuole europee (sono 27 i rientri previsti di cui molti già al nono anno) escludendo da tale possibilità il personale impegnato nell’ultimo anno di mandato nelle scuole italiane, nei corsi e nei lettorati all’estero (circa 200 persone). La ricaduta della norma, conferma la natura elettorale e clientelare del decreto legge che creerà confusione e discriminazione tra il personale all’estero e quello inserito nelle graduatorie.

La FLC CGIL pur ribadendo la necessità di riformare la modalità di espletamento e reclutamento del mandato all’estero, conferma la propria contrarietà in precedenza già espressa al MAECI, al decreto legge per le seguenti ragioni:

  • è stato licenziato dal governo senza alcun confronto con i sindacati firmatari del CCNL 2019/21 che rappresentano e conoscono le difficoltà quotidiane di chi lavora all’estero
  • è stato pubblicato con colpevole ritardo, provocando un grave discrimine tra lavoratori in servizio all’ultimo anno all’estero a seconda che si trovino in servizio presso le scuole europee o nelle scuole italiane all’estero, corsi e lettorati, ignorando che la procedura di reclutamento è stata la stessa per tutti. Questo discrimine che avrà ricaduta a favore di una decina di persone attualmente in servizio all’estero (meno del 2% del personale totale) produrrà centinaia di ricorsi che rischiano di compromettere il corretto avvio del prossimo anno scolastico
  • non è stato previsto un intervento per garantire il prolungamento della validità delle graduatorie in essere e di quelle che riguardano il concorso attualmente in atto. Vi sono infatti centinaia di lavoratori ancora inseriti nelle graduatorie del 2019 e successive che rischiano o rischieranno di essere esclusi per decadenza delle graduatorie
  • non è stata prevista una tutela per chi sta svolgendo la prova selettiva in questi giorni, che (dopo aver investito tempo e denaro per superare il concorso) non potranno partire perché con il rallentamento dello scorrimento delle graduatorie non sarà più in grado di garantire un sessennio di servizio all’estero

Tutto questo si poteva evitare, se il governo avesse condiviso le proposte di cambiamento dell’attuale sistema proposte dalla FLC CGIL all’interno di una sequenza contrattuale che avrebbe tutelato gli interessi di tutti i lavoratori e le lavoratrici senza creare ulteriori disparità. È sotto gli occhi di tutti, come il decreto legge 64/2017 non è stato in grado di regolamentare le modalità di reclutamento e espletamento di mandato all’estero che attualmente vede in servizio all’estero lavoratori con mandati di 5, 6, 9, 10, 12, 15 anni pur avendo tutti partecipato alla stessa selezione in fase di reclutamento. Un sistema che negli anni ha prodotto centinaia di ricorsi contro la pubblica amministrazione compromettendo l’adeguata serenità lavorativa di chi è chiamato a diffondere la cultura italiana nel mondo. Un sistema instabile, frutto di imposizioni unilaterali, intossicato, che solo con la contrattazione e un percorso di condivisione tra amministrazione e parti sociali può essere ricomposto.

Per questi motivi, pur continuando a lavorare al tavolo della sequenza contrattuale con l’obiettivo di riportare nel contratto la maggior parte dei diritti cancellati da interventi normativi, la FLC CGIL tutelerà i lavoratori con tutti gli interventi sindacali possibili e ha dato mandato ai propri legali di studiare quali azioni potranno essere adottate per tutelare i diritti di tutti i lavoratori e le lavoratrici penalizzate dal decreto legge 71. Invitiamo gli interessati a monitorare sul sito della FLC CGIL gli aggiornamenti dedicati al personale scolastico in servizio all’estero o a scrivere all’indirizzo: estero@flcgil.it

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

Al via la
campagna referendaria.

APPROFONDISCI