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Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature Straniere: Lettera al MURST ed alla CRUI sui Lettori

Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature Straniere: Lettera al MURST ed alla CRUI sui Lettori (16/6/01)

16/06/2001
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Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature Straniere: Lettera al MURST ed alla CRUI sui Lettori (16/6/01)

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La Conferenza Nazionale dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, riunitasi presso l'Università degli Studi di Verona nei giorni 15 e 16 giugno 2001, in vista della prossima apertura dell'anno accademico 2001-2002 e dell'entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici, esprime viva preoccupazione per il perdurare di una situazione caotica tuttora priva di soluzioni adeguate relativa alla figura e allo statuto dei collaboratori ed esperti linguistici negli atenei italiani.

Il quadro normativo previsto dall'art. 28 del DPR 382/80 ed i successivi art. 4 della Legge 236/95 e 51 del CCNL (s.o. alla G.U. n. 132 del 7 giugno 1996), che hanno istituito la figura dei collaboratori ed esperti linguistici in sostituzione di quelle dei lettori, non ha contribuito a definire con chiarezza la collocazione giuridica dei suddetti collaboratori. Ne è scaturita una situazione che ha prodotto costi gravissimi per gli atenei in termini sia finanziari che didattici, creando inoltre inaccettabili sperequazioni retributive tra sede e sede.

La straordinaria espansione della domanda di abilità linguistica di base estesasi negli ultimi anni a tutte le Facoltà degli Atenei italiani, la grande importanza della alfabetizzazione linguistica che è previa agli insegnamenti di riflessione metalinguistica nei Corsi di Laurea in Lingue e Letterature Straniere, impongono che si preveda una nuova e specifica funzione, da definire a regime, legata all'apprendimento della lingua strumentale.

La Conferenza Nazionale dei Presidi, tenuto conto che siffatta funzione non si configura nè come docenza universitaria nè come funzione tecnica amministrativa, chiede al Ministro della Pubblica Istruzione e dell'Università e della Ricerca di considerare attentamente le seguenti esigenze e alla Conferenza dei Rettori di farsene interprete:

1. l'istituzione di un ruolo, che preveda una normativa giuridica ed economica unitaria atta a regolamentare le attività didattiche funzionali all'apprendimento della lingua strumentale, nel quale confluirà ad esaurimento il personale attualmente in servizio;

2. La destinazione agli atenei di fondi adeguati per la soluzione di tale problema e per far fronte agli oneri pregressi con la finalità di consolidare e armonizzare a livello nazionale la articolazione degli insegnamenti linguistici, obiettivo qualificante e ormai imprescindibile anche a livello internazionale.

La Conferenza dei Presidi, consapevole del suo ruolo di referente scientifico in tale materia, chiede in oltre di essere permanentemente consultata nelle fasi del relativo processo decisionale.