Iscriviti alla FLC CGIL

Home » Università » Università: la politica del Governo a favore dei giovani e gli annunci trionfali del Ministro Gelmini

Università: la politica del Governo a favore dei giovani e gli annunci trionfali del Ministro Gelmini

Dopo due anni di attesa, ancora il reclutamento dei ricercatori universitari non si sblocca

16/12/2009
Decrease text size Increase  text size

Il reclutamento straordinario di ricercatori previsto dalla legge finanziaria 2007 prevedeva uno stanziamento di 20 milioni per il 2007, di 40 milioni per il 2008 e di 80 milioni a decorrere dal 2009.

Tenuto conto che questi fondi coprono il 50% del costo di ciascun ricercatore e che ogni stanziamento contiene anche la somma necessaria a pagare i ricercatori già assunti negli anni precedenti, il piano avrebbe dovuto portare ad assumere circa 1050 ricercatori nel 2007, 1050 nel 2008 e 2100 nel 2009.

Un numero di concorsi comunque ben al di sotto delle necessità di reclutamento dei nostri Atenei e delle decine di migliaia di qualificati ricercatori e docenti precari italiani attualmente impegnati a garantire la tenuta del sistema universitario italiano. E che sarebbe stato un parziale risarcimento della sconsiderata politica di ‘promozione interna’ che le università italiane avevano adottato negli anni precedenti.

Siamo invece costretti a denunciare come l’azione congiunta del governo Berlusconi e dei rettori di molti atenei italiani stia affossando il reclutamento straordinario.

Alla data odierna (16 dicembre 2009) soltanto la prima tranche di concorsi è stata (quasi) completata.

I posti della seconda tranche, pur essendo stati assegnati alle università da ormai un anno, non hanno portato finora ad alcuna assunzione.

Degli oltre 1000 concorsi previsti ne sono stati banditi appena 421 e per nessuno di questi è stata ancora neppure nominata la commissione giudicatrice.

Ai legittimi interrogativi dei tanti precari in attesa, costretti a barcamenarsi fra rinnovi resi sempre più incerti dai pesanti tagli della legge 133, ha recentemente risposto il rettore dell’Università di Trento, che in una intervista rilasciata al Messaggero lo scorso 10 Dicembre ha candidamente ammesso che la Conferenza dei Rettori sta pensando di utilizzare i soldi destinati alle assunzioni di giovani per altre finalità, che nel migliore dei casi non farebbero altro che perpetuare lo stato di precarietà lavorativa e scientifica delle nuove generazioni.

Non pago di questa dichiarazione, il rettore Bassi, dimenticando le ragioni storiche del cofinanziamento, ha anche sostenuto che il reclutamento straordinario avviato dal ministro Mussi oramai 3 anni fa sarebbe “pura demagogia fatta sulla pelle dei giovani” in quanto il contributo governativo sarebbe stato elargito solo per i primi tre anni. Affermazione questa in pieno contrasto con il testo della legge Finanziaria 2007, che recita: “ All'onere derivante (...) si provvede nel limite di 20 milioni di euro per l'anno 2007, di 40 milioni di euro per l'anno 2008 e di 80 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009”, tanto che la legge di bilancio attualmente al vaglio della Camera dei Deputati contiene regolarmente gli 80 milioni dell’anno 2010.

Ancora più grave è la situazione dei posti della terza tranche, che avrebbe dovuto essere la più numerosa. Lo scorso 13 novembre il governo ha espresso il proprio parere contrario ad un emendamento alla legge finanziaria 2010, presentato da quattro senatori della sua stessa maggioranza, che avrebbe consentito una rapida distribuzione dei posti alle università.

La mattina successiva, di fronte all’inevitabile reazione del mondo della ricerca, una nota MIUR spiegava che i fondi per le assunzioni non erano stati tagliati dal governo e preannunciava la distribuzione dei posti alle università entro due settimane. Distribuzione della quale ad un mese di distanza non si è ancora vista traccia. In compenso si è venuto a sapere che i posti sono scesi da 2100 ad appena 800 concorsi non co-finanziati, poiché la gran parte degli atenei non sarebbero in grado di mettere a disposizione budget a cofinanziamento.

La FLC CGIL denuncia la drammaticità della situazione creatasi a causa delle politiche vergognose del governo e del MIUR, delle gravi scelte di molti dei rettori italiani.

La FLC CGIL chiede ai Rettori che s’impegnino a bandire nel più breve tempo possibile tutti i posti cofinanziati a loro assegnati dal Ministero e a non utilizzare, contro le vigenti norme di legge, le quote di finanziamento straordinario a loro disposizione per fini differenti dal reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato.

La FLC CGIL chiede al Ministero di distribuire in breve tempo anche la terza tranche di concorsi Mussi e di finanziare per il prossimo triennio una quota significativa di concorsi a ricercatore per far fronte alla condizione gravissima di precarietà e incertezza nella quale sono costretti a lavorare la gran parte di quei “giovani” e meno giovani ricercatori italiani che a parole si dice di voler sostenere.

La FLC CGIL ricorda al Ministro Gelmini che a dispetto delle sue dichiarazioni nelle quali ha più volte detto di aver reclutato 4000 nuovi ricercatori, ad oggi il reclutamento straordinario è bloccato e che dall’insediamento del suo governo sono stati banditi meno di 2000 concorsi, la gran parte dei quali finanziati dal precedente governo.

Ancora, ad oggi nulla si sa dei finanziamenti per i PRIN e per i progetti Futuro in Ricerca anche questi più volte sbandierati dal ministro come espressione della sua attenzione ai giovani. Infine, le nuove regole concorsuali da lei volute, prima ancora di essere messe in pratica, sono già in scadenza.

Roma, 16 dicembre 2009