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La CGIL parteciperà alla manifestazione del 12 aprile per la pace

La CGIL parteciperà alla manifestazione del 12 aprile a Roma per sostenere le ragioni della pace

21/04/2003
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Comunicato Stampa

La CGIL parteciperà alla manifestazione del 12 aprile a Roma per sostenere le ragioni della pace che, lungi dall’essere raggiunta, continua ad essere terreno di impegno e assunzione di responsabilità della nostra organizzazione. La pace infatti è non solo un bene in sé, ma è anche l’unica condizione nella quale è possibile estendere e consolidare diritti, democrazia e giustizia sociale, in Italia, in Europa e nel mondo.

Milioni di persone in questi mesi hanno chiesto che la politica condividesse con scelte conseguenti il comune sentire del rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e come mezzo prevalente di contrasto del terrorismo.

La guerra in Iraq, figlia della teoria della guerra preventiva dell’amministrazione Bush, le cui motivazioni ufficiali sono via viacambiate (dal disarmo – unico oggetto della risoluzione ONU 1441 – alla “cacciata” di SADDAM, alla lotta al terrorismo) era e rimane sbagliata e illegittima. Oggi, ancora più di ieri, è necessario ribadirlo, perché oggi più di ieri si pone il tema del carattere del ripristino della legalità internazionale: tema e problema che non riguarda soltanto il futuro dell’Iraq e quello del Medio-Oriente, ma anche la definizione di un nuovo equilibrio politico mondiale, la cui crisi è stata rivelata oltre che accelerata dalla guerra stessa. Non può che trattarsi di un equilibrio governato dalla politica in alternativa all’unilateralismo dei forti, che assuma come obiettivo dei processi di globalizzazione il miglioramento delle condizioni di vita e libertà delle persone e che proponga entrambi come “bene pubblico” cui finalizzare il “governo” del mondo.

A questo fine si propone il tema del riconoscimento dell’ONU come luogo della definizione di quella politica e contemporaneamente si aprono gli interrogativi sul carattere della riforma in senso democratico degli organismi sovranazionali di governo mondiale.

Il senso di liberazione che pervade il popolo iracheno - pur tra macerie, morti e distruzione - di fronte ai segni evidenti di caduta del regime, confermano il carattere sanguinario e dittatoriale di quel regime: non rendono però giusta e legittima la guerra anglo-americana.

Il ripristino della legalità internazionale deve ripartire dall’Iraq e dalla soluzione del conflitto israelo-palestinese, assumendo la priorità dei diritti umani, sociali e politici del popolo iracheno, che deve essere la finalità della ricostruzione.

Perché ciò avvenga l’ONU dovrà sostenere l’autodeterminazione del popolo iracheno, in nome della Carta dell’ONU che ciò prevede ed in nome del realismo e della storia, che ha visto nascere le dittature da protettorati compiacenti.

Verso questo obiettivo può fare molto l’Europa. Per questo riveste importanza decisiva che la Costituzione europea assuma tra i suoi valori fondanti il rifiuto della guerra.

La manifestazione del 12 aprile vedrà di nuovo molte persone diverse tra loro a Roma, decise a non essere semplici spettatori del futuro del mondo: la CGIL ci sarà di nuovo con tutti quelli che in questi mesi, dentro al Comitato “Fermiamo la guerra”, per questi obiettivi si sono battuti.

Roma, 10 aprile 2003

La Segreteria Nazionale CGIL