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Il Ministro dell’Università e il Ministro dell’Economia presentano il “Patto per l’Università e la Ricerca”

Gli impegni del Governo per un Patto per l’Università e la Ricerca

09/08/2007
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Il 2 agosto scorso il Ministro dell’Università Mussi ed il Ministro dell’Economia Padoa Schioppa, in una conferenza stampa congiunta, hanno presentato una proposta di “Patto per l’Università e la Ricerca”, basato sull’elaborazione della “Commissione tecnica per la finanza pubblica” (cosiddetta “commissione Muraro”) intitolata “Misure per il risanamento finanziario e l’incentivazione dell’efficacia e dell’efficienza del sistema universitario”.

Nella dichiarazione congiunta dei due ministri emergono elementi di principio e di intenti condivisibili ed importanti:
1) il riconoscimento della necessità di incrementare in via strutturale il finanziamento del sistema universitario, correlatamene ad una valutazione efficace;
2) il fatto che il fondo di finanziamento ordinario debba finanziare ed incorporare gli oneri del personale, sia docente sia tecnico-amministrativo.

A fronte di questo si richiama la necessità di rispetto rigoroso del tetto del 90% della spesa per il personale per tutti gli atenei, e la conseguente necessità di adeguare i meccanismi organizzativi e finanziari degli atenei stessi; si prevede, inoltre, di incrementare le quote di incentivazione alla didattica e ricerca di qualità.
Il “Patto” proposto assume l’idea di una programmazione pluriennale degli atenei, di un legame forte tra meccanismi di finanziamento e valutazione, di graduale rientro controllato delle situazioni di criticità ed esposizione debitoria che colpiscono oggi molte università.
Si coglie una forte enfasi sulla ricerca di modalità e strumenti di incentivazione a comportamenti virtuosi; si pone tra gli obiettivi principali l’ampliamento del diritto allo studio, il sostegno alla mobilità di studenti e docenti e all’internazionalizzazione del sistema.
Da ultimo, si afferma che il testo proposto, e le misure che esso indica, si configurano come un’ipotesi aperta, sulla quale si chiede il contributo dell’intera Università e il confronto con il Parlamento. Fin qui la lettera “politica” dei due ministri.

Il testo prodotto dalla Commissione è ovviamente più lungo, dettagliato e tecnico.
E’ un testo che analizza la situazione esistente, contiene precise ipotesi di lavoro, descrive meccanismi e interventi di correzione. Indica la rigidità del bilancio delle Università, e insieme l’assenza di controlli, e di incentivi/disincentivi, come il problema strutturale principale del finanziamento degli Atenei, che ha dato luogo agli sforamenti “storici” e attuali sull’FFO. E’ un testo denso, su cui occorre compiere un’analisi e una riflessione approfondita perché, mentre alcune proposte sono condivisibili, altre hanno certamente bisogno di approfondimenti seri, come l’ipotesi di alzare il tetto delle tasse universitarie dal 20% al 25% dell’FFO, ancorché con un vincolo di destinazione del 50% delle stesse al diritto allo studio.

Tra le questioni che si notano ad una prima lettura, balza agli occhi il fatto che non si prende affatto in considerazione, ai fini di una riflessione compiuta su finanziamento e programmazione, l’ampia quota di autofinanziamento da fonti esterne, che pure oggi costituisce parte essenziale delle risorse per la politica universitaria.

Dunque, mentre consideriamo positive le premesse politiche e di principi, alla ripresa di settembre il documento sarà oggetto di una nostra analisi ponderata e partecipata, tale da consentire un confronto efficace sul merito, su una materia di cui avvertiamo per intero la rilevanza ai fini del necessario intervento sulle politiche universitarie.

Roma, 9 agosto 2007

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