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Alcune riflessioni su Eduscopio un portale per la scuola che anticipa l'Invalsi

Può essere questo tipo di aggancio lo strumento utile per valutare la scuola come buona o non buona?Deve esservi per forza una correlazione tra scuola ed università?

18/01/2015
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OrizzonteScuola

Inviato da Marco Barone

Tra i compiti dell'Invalsi, una delle tre I del nuovo Servizio Nazionale di Valutazione, vi è quello di consolidare l'aggancio tra la scuola secondaria di secondo grado e l'Università.

Infatti, l’ufficio statistico del MIUR sta iniziando a restituire informazioni sulla eventuale performance universitaria dei loro ex alunni. Più in generale, l’INVALSI restituirà informazioni atte a comparare gli apprendimenti degli alunni di un dato anno scolastico e quelli, relativi allo stesso grado scolastico, di anni precedenti e si restituiranno informazioni sugli apprendimenti pregressi – sì da poter stimare l’evoluzione nel tempo degli apprendimenti, meglio approssimando il concetto di valore aggiunto – nonché sulla successiva performance, in termini di apprendimenti, dei propri ex alunni”.

Lo scopo di tutto ciò è quello di realizzare una banca di item tra loro confrontabili, a precisare i percorsi parzialmente adattivi della prova stessa e le modalità di restituzione dei risultati che in questo caso dovranno pervenire anche ai singoli studenti, sì da renderli utilizzabili anche a fini di orientamento in tema di successive scelte universitarie”.

La Fondazione Agnelli ha anticipato I tempi con il portale, gratuito, Eduscopio. Queste le parole di John Elkann all'atto della presentazione: “Entro poche settimane mezzo milione di studenti e le loro famiglie in Italia dovranno scegliere a quale scuola superiore iscriversi. Per una ragazza o un ragazzo è la prima grande scelta della sua vita, un momento importante e per molti aspetti decisivo per il suo futuro. Per aiutarli a scegliere la scuola migliore per ciascuno di essi, la Fondazione Giovanni Agnelli ha creato un nuovo strumento, Eduscopio.it.

È un sito web a disposizione di tutti, gratuito e utile non solo per gli studenti e le loro famiglie, ma anche per i docenti e i dirigenti scolastici, che permette di confrontare le scuole italiane, a partire dal modo in cui hanno preparato i loro diplomati per il percorso universitario.” I destinatari sono docenti ma anche dirigenti e studenti e famiglie, una sola banca dati, che offre la possibilità di un doppio canale di lettura ma che ovviamente verrà utilizzata anche per altri scopi, per esempio è recente la notizia di una classifica pubblicata da alcuni siti, utilizzando proprio il portale citato, per stabilire quali fossero i migliori licei classici italiani. Classifiche da prendere con le pinze, penso al caso di Trieste, dove risulterebbero in classifica come migliori licei ad indirizzo classico due sole scuole, ma il punto è che a Trieste le scuole con indirizzo Liceo Classico sarebbero solamente due, contrariamente da come emerge nel sito scuola in chiaro, ed in effetti nel portale Eduscopio i licei ad indirizzo classico sono due, per quanto riguarda ovviamente Trieste.

Ho voluto fare una comparazione tra uno di questi Licei, il Petrarca ed uno di Gorizia il Dante Alighieri. Come si potrà notare nelle schermante che seguiranno nelle specifiche sezioni, la lettura è schematica, semplice, una valutazione media discreta, sia per gli immatricolati che non, con differenze minime, salvo che il Petrarca sembrerebbe meglio indirizzare ad una preparazione tecnica rispetto al Dante Alighieri.

Ma è realmente così? Che correlazione reale ed effettiva sussiste tra l'indirizzo universitario intrapreso e la scuola secondaria di secondo grado di provenienza?

I dati vengono elaborati, per quanto riguarda la performance, tenendo conto di certi fattori quali media dei voti conseguiti agli esami universitari, ponderata per i crediti formativi di ciascun esame per tenere conto dei diversi carichi di lavoro ad essi associati; crediti formativi universitari ottenuti, in percentuale sul totale previsto. Dunque la valutazione della scuola di secondo grado è strettamente correlata alla media, alla statistica, ,ma, come evidenzia la Fondazione Agnelli, “se si esclude l'istruzione professionale, la cui missione è preparare lo studente al mondo del lavoro, per tutte le altre scuole secondarie di II grado è fondamentale fornire buone basi per gli studi universitari”.

Gli interrogativi sorgono e non possono che sorgere, per esempio quanto sono prese in considerazione le questioni sociali ed economiche?

Penso al caso dello studente medio, studente lavoratore, che rischia di essere in ritardo con gli studi, con i crediti, perché non avendo disponibilità economica a sufficienza ovviamente incontrerà delle ovvie difficoltà per rispettare una certa tempistica, che poi è quella che farà media. Oppure pensiamo agli studenti che abbandonano gli studi per ragioni sociali ed economiche, oppure quelli che magari a scuola erano dei “geni” ma sbagliano indirizzo universitario, o viceversa, a scuola non erano dei “geni” ma all'università rivelano tutta la loro genialità.

Insomma la situazione è complessa, articolata e la statistica se da un lato può aiutare ad indirizzare certe situazioni dall'altro rischia di favorire il classico processo di competizione, di omologazione alla preparazione universitaria, di concorrenza spietata dalla quale nel bene o nel male dipenderà il buon nome della scuola prima e la sua sopravvivenza dopo. Può essere questo tipo di aggancio lo strumento utile per valutare la scuola come buona o non buona?Deve esservi per forza una correlazione tra scuola ed università? Tra il comportamento assunto dallo studente all'Università, con tutte le variabili possibili ed immaginabili e la Scuola? O devono continuare a rimanere due mondi separati e distinti? Sicuramente i processi di valutazione, di cui al SNV, e la statistica che vien fuori, favoriranno questo tipo di processo che attraverso l'utilità di un portale in realtà si rischia di andare oltre condizionando anche ciò che si insegnerà a scuola, o meglio come lo si insegnerà. Forse arriverà presto il momento della massima autonomia delle scuole, saranno queste a decidere cosa insegnare, come e quando, arriverà forse il momento anche della piena affermazione dei crediti e l'abolizione dell'esame di Stato così come oggi sussistente, insomma tutto ciò porterà al superamento del valore legale del titolo di studio. Siamo certi che ciò sia un bene? Perché invece non pensare ad un reale e non demagogico investimento nelle scuole? Alla riduzione del rapporto studenti/docenti? Ad applicare i principi della nostra Costituzione, una delle più avanzate al mondo in tema di diritti sociali e civili, piuttosto che insistere nel meccanismo della competizione e concorrenza e classifiche? Le soluzioni al problema che c'è e questo problema non nasce dal nulla ma, a parer mio è stato voluto proprio per arrivare a quello che stiamo vedendo ogni giorno, sono la solidarietà, sono le risorse economiche, sono gli investimenti nel personale scolastico.

fonte: https://xcolpevolex.blogspot.it/2015/01/alcune-riflessioni-su-eduscopio-u...