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Il patto tra rettori e imprese: sulla scuola non si perda tempo

Accordo Crui-Assolombarda per otto «azione strategiche» che rinnovino l’università. Bankitalia fa sapere che stanno aumentando i Neet: sono ormai 2,2 milioni

08/11/2011
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l'Unità

Giuseppe Vespo

Un patto in otto punti per l’Università, la ricerca e l’innovazione. Confindustria e Crui, la conferenza dei rettori, guardano avanti insieme per «offrire un contributo concreto allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese». Lo fanno sottoscrivendo un’intesa per il rafforzamento del rapporto tra Università e impresa. L’accordo, firmato ieri nella sede di Assolombarda, conta otto «azioni strategiche» da realizzare nei prossimi dodici mesi. Il primo obiettivo è orientare le future matricole universitarie su lauree tecnico-scientifiche. Ma si punta anche ad incrementare la partecipazione italiana ai programmi europei di ricerca, a ridurre l’età di ingresso dei laureati nel mondo del lavoro e ad accrescere il numero dei percorsi di dottorato tarati sulle esigenze reali delle imprese. Negli auspici delle due associazioni, l’Università italiana dovrà diventare maggiormente attrattiva per i docenti e gli studenti stranieri. Un obiettivo possibile, sostengono rettori e imprese, solo attraverso una costante comparazione della struttura dei ricavi e dei costi delle università internazionali, così da individuare i migliori meccanismi di remunerazione e premio dei ricercatori e dei professori. In questa direzione, l’occasione da cogliere è quella del ricambio generazionale del corpo docenti italiano, che nei prossimi anni si svecchierà per almeno un terzo. «Una grande occasione per fare largo ai giovani e selezionare i migliori». «È l’eccellenza europea la nostra nuova frontiera, quella che ci dovrà vedere al primo posto», sostiene Diana Bracco, ex presidente di Assolombarda oggi vicepresidente R&I di Confindustria. A questo scopo «è necessario diffondere nelle imprese la consapevolezza del valore strategico dell’investimento in conoscenza e l’importanza della formazione come parti fondamentali della “catena del valore”», le fa eco Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda e presidente della commissione Università di Confindustria. Per Marco Mancini, presidente della Crui, l’accordo di ieri permetterà «interventi precisi e indirizzati a riavviare il circolo virtuoso che dalla formazione, attraverso la ricerca e l’innovazione, arriva alla competitività». «Di fronte a una situazione per il Paese come quella che stiamo attraversando in questi giorni - aggiunge Mancini - è il momento in cui ognuno deve fare la propria parte mettendo a fattor comune le proprie competenze e le proprie responsabilità». Il patto Confindustria-Crui arriva alla vigilia della nona «Giornata della Ricerca e dell’innovazione» dell’associazione degli industriali che si terrà domani a Roma. Sintomatico l’incipit dell’invito a partecipare all’iniziativa:«Nonc’è più tempo da perdere!», come ormai da mesi ripete la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia. «Ora più che mai- continuano a viale dell’Astronomia - è urgente focalizzare l’attenzione dell’intero Paese sul tema della crescita puntando sulla ricerca e sull’innovazione». Un Paese, l’Italia, che nei dati di Assolombarda sulle «figure professionali introvabili» vede al primo posto gli infermieri e al terzo i fisioterapisti. In mezzo, a svecchiare un po’ la classifica, gli sviluppatori di software. Mentre ancora ieri Bankitalia lanciava l’allarme sui Neet (dall'inglese not in education, employment, training). Sono i giovani tra i15 e i 29 anni che non studiano né lavorano. Nel nostro Paese sono arrivati a quota 2,2 milioni, pari al 23,4% della popolazione in quella fascia di età.❖ 


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