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«Il presidente ci ha ascoltati davvero»

Il Coordinamento universitario: «Di più al capo dello Stato non potevamo chiedere»

31/12/2010
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Il Messaggero

ROMA - I rilievi di Giorgio Napolitano hanno «smentito» la «propaganda sulla meritocrazia» del ministro Gelmini. E adesso lo stop alla riforma dovrà arrivare dai singoli atenei del Paese. Ne sono convinti gli studenti che si sono mobilitati contro la legge promulgata ieri dal presidente della Repubblica.
Elena Monticelli, una delle studentesse della delegazione dei 12 ricevuta al Quirinale il 22 dicembre scorso, spiega: «Napolitano ci ha ascoltato davvero. L’incontro al Colle non è stato formale. Ne è una dimostrazione quello che è successo oggi (ieri per chi legge, ndr) e di questo siamo contenti. Adesso però la mobilitazione continua».
È Roberto Iovino, fra i leader della protesta - che come Elena fa parte di Link -, a spiegare poi come il movimento intenda andare avanti: «Prepareremo degli statuti da proporre, anzi da imporre, ai rettori di tutte le università italiane - dice -. È nei singoli atenei, infatti, che si dovrà dimostrare che questa legge è carta straccia». Secondo Iovino, fra i leader del movimento studentesco, «il segnale arrivato dal Colle è importantissimo. E dà forza alla nostra campagna per il diritto allo studio, smentendo la propaganda sulla meritocrazia della Gelmini. Il nodo cruciale dei rilievi, infatti, riguarda proprio il diritto allo studio: laddove il criterio territoriale intacca quello del merito per la assegnazione delle borse». «È un tema centrale - aggiunge Elena -: noi abbiamo detto subito, infatti, che il tema questa legge accentua le differenze interregionali, un tema, purtroppo, tutto italiano».
Gli studenti di Link-Coordinamento Universitario d’altra parte non chiedevano altro a Napolitano: «Non siamo sorpresi. Il presidente ci ha ricevuto e ascoltato con rispetto, ma non ci aspettavamo che fosse lui a dare battaglia al posto nostro. A bloccare la riforma Gelmini dovranno essere gli studenti, i dottorandi, i precari, i ricercatori, i tecnici-amministrativi, tutti coloro che vivono sulla propria pelle la schiavitù della precarietà e il furto di futuro operato da questa riforma».
Unica voce fuori dal coro gli studenti di destra che si riconoscono in Azione Universitaria: sono soddisfatti per la promulgazione della riforma ma non delle osservazioni di Napolitano. «Se prevale l’interventismo del Quirinale e si auspica un confronto con le parti interessate - sostengono i portavoce Giovanni Donzelli e Andrea Volpi - auspichiamo che si ascoltino anche al Colle tutte le parti e non solo chi mette a ferro e fuoco le città».