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L'Espresso - Classista e ingiusta la controriforma Moratti

da L'Espresso Scuola Cgil: 'Classista e ingiusta la controriforma Moratti' A dodici anni si sceglierà se lavorare o continuare a studiare. Polemico Enrico Panini, segretario della Cgil scuola: 'Co...

07/11/2001
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L'Espresso

da L'Espresso
Scuola
Cgil: 'Classista e ingiusta la controriforma Moratti'
A dodici anni si sceglierà se lavorare o continuare a studiare. Polemico Enrico Panini, segretario della Cgil scuola: 'Così si privilegiano i più ricchi'

di Andrea Benvenuti

Anacronistica, classista e ingiusta. La bozza della controriforma dei cicli scolastici targata Letizia Moratti non va proprio giù al segretario generale della Cgil Scuola, Enrico Panini, che promette battaglia nelle prossime settimane e in vista degli Stati generali sulla scuola che il ministro dell'Istruzione ha fissato per il prossimo dicembre.

"Moratti - dice Panini - Vuole adottare un modello di scuola che non funziona più. Addirittura la Germania che aveva sposato questa impostazione in cui la formazione professionale è del tutto separata dall'istruzione ci sta rinunciando".

Eppure la formula del Governo intende privilegiare proprio una maggiore formazione professionale per un più efficace inserimento nel mercato del lavoro.

"Ma non è vero. Ed è incredibile che Moratti, come politico e, soprattutto, come donna-manager, non se ne renda conto. Quello che ci propongono è un ritorno al passato con un punto inquietante che era già contenuto nella dichiarazione programmatica con cui il ministro si era presentato in Parlamento".

E cioè?

"La netta separazione tra formazione e avviamento al lavoro da un lato e istruzione dall'altro. È troppo presto per un ragazzo di dodici anni scegliere cosa vuole fare da grande, soprattutto considerando che il mondo del lavoro cambia profondamente ogni cinque anni e che richiede nuove e aggiornate professionalità. In questo modo in verità si mette in pratica un altro obiettivo".

Quale?

"Quello di negare a tutti gli studenti la stessa opportunità di studi e di scelta. Quello di mettere i paletti sulle basi dell'insegnamento e di privilegiare chi può permettersi gli studi. Non c'è nessuna novità su questa controriforma rispetto a quello che abbiamo letto prima e durante la campagna elettorale. L'unica novità, in realtà, è che il Governo inizia a mettere in pratica le politiche che cambieranno in modo iniquo e anacronistico il sistema dell'educazione e dell'istruzione italiano".