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Le Province: “Spegneremo il riscaldamento nelle scuole”

I presidenti in rivolta contro la spending review dell’esecutivo

09/11/2012
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La Stampa

PAOLO FESTUCCIA ROMA

Possibile l’apertura di un tavolo tecnico con il ministro dell’Economia Grilli

Il governo taglia i fondi, e le Province si dicono pronte a «chiudere» i riscaldamenti nelle scuole. Muro contro muro tra il presidente dell’Upi e della Provincia di Torino, Antonio Saitta e Palazzo Chigi. Tema: la spending review e la «sforbiciata» di finanziamenti agli enti locali per 500 milioni di euro. Le Province non arretrano e Saitta lancia prima un ultimatum, «decideremo a breve la chiusura dei riscaldamenti», poi la provocazione: «Allungheremo le vacanze degli studenti perché i gravi tagli ai bilanci non ci permetteranno di garantire le scuole aperte e funzionanti». Governo «ingrato», insomma: «Decisioni come queste devono essere spiegate agli studenti e ai loro genitori». Fin qui le critiche, poi l’accusa più forte «il governo fa il gioco delle tre carte». Una furbizia, per Saitta, infatti, «la mancata sentenza della Corte Costituzionale sui ricorsi delle Regioni sulle funzioni e sul sistema elettorale della province», che, di fatto, a suo dire, avrebbe «ritardato le decisioni», ma che stimola, la dura risposta del titolare delle Riforme, il ministro Patroni Griffi: «Al neo presidente dell’Upi faccio i complimenti per il nuovo incarico, ma soprattutto gli auguro di avere un comportamento più consono all’Istituzione che rappresenta». Tagli e «riordino», sottolinea Patroni Griffi, non sono proprio la stessa cosa: nel mezzo le tensioni e i fondi tagliati. Certamente per l’anno in corso, chissà poi per il futuro. La sentenza arriva, naturalmente, dal Tesoro. Saitta incontro il ministri Grilli, ma la sostanza cambia poco: «Il ministro ha ribadito che non c’è la possibilità di alcun cambiamento rispetto al taglio di 500 milioni previsto ma si è impegnato all’apertura di un tavolo tecnico nel quale verranno discusse le questioni». Questioni che all’ordine del giorno prevedono per il 2013 un’ulteriore decurtazione dei fondi di 1,2miliardi. «Se così fosse - dice Saitta sarebbe la morte delle Province». Da qui, la decisione dell’Upi: convocazione permanente dell’assemblea e modalità per attivare «le iniziative annunciate».

Nell’elenco delle ipotesi, ovviamente, lo stop alle scuole. Del resto, osserva, il numero uno della Provincia di Perugia, Guasticchi, «se permane questa situazione, non escludo di arrivare alla chiusura di scuole di cui non ci è consentito, per motivi di bilancio, garantire la necessaria funzionalità. Stesso discorso per le strade, se non saremo messi nella condizioni di garantire la sicurezza».

Si dissocia nettamente, invece, dalle proposte dell’Upi il presidente della provincia di Venezia, Francesca Zaccarioto: «Non è chiudendo il riscaldamento delle scuole che la situazione potrà evolversi per il meglio. A pagare saranno solo gli studenti, le loro famiglie e il personale che vi lavora, ai quali invece va garantito il riscaldamento, la messa in sicurezza e la manutenzione degli edifici scolastici. Se spending review deve essere allora troviamo altre fonti di risparmio, per esempio uscendo da Upi, che oggi mi sembra non servire più a nulla, un’associazione che avrebbe dovuto fare le sue battaglie prima che i buoi scappassero».

 


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