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Liberazione-Estate amara per la scuola a rischio le nomine per settembre

Estate amara per la scuola a rischio le nomine per settembre Precari "storici" in rivolta, annullati dal Tar i punteggi. Tutto da rifare L'estate della scuola è caotica: fondi che non ci son...

27/07/2003
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Liberazione

Estate amara per la scuola a rischio le nomine per settembre
Precari "storici" in rivolta, annullati dal Tar i punteggi. Tutto da rifare
L'estate della scuola è caotica: fondi che non ci sono e non ci saranno, graduatorie che rischiano di saltare, i sindacati che bocciano lo "spoil system" dei presidi. L'unico risultato della rovente estate della Moratti, è l'inserimento in ruolo degli insegnanti di religione con almeno quattro anni di servizio, per cui si farà un concorso. Vedremo. Intanto, per il terzo anno consecutivo, si riapre il giallo delle nomine e degli organici della scuola del prossimo settembre. Il fatto è presto detto: il Tar ha accettato un ricorso promosso dai coordinamenti dei precari delle Siss (scuole di specializzazione all'insegnamento secondario) per cancellare l'attribuzione di 18 punti di graduatoria ai "precari storici" della scuola, gettando nel caos e nell'incertezza le nomine previste per il 31 luglio prossimo. Il Ministero potrebbe fare anche orecchie da mercante disattendendo la sentenza, e intanto appellarsi al Consiglio di stato, come ha già fatto per la decisione del Tar dell'anno scorso che annullava l'attribuzione di 30 punti ai corsisti delle Siss. In tutti casi, il pasticcio è totale. Le graduatorie potrebbero saltare e rimane sullo sfondo la questione della politica "assunzioni zero", faro del governo in materia di scuola (si tratti di insegnanti o lavoratori). I precari storici e nuovi aspirano tutti a una supplenza o a un'assunzione di ruolo, davanti a loro blocchi, tagli ed esternalizzazioni (cominciate coi governi del centrosinistra). Per capire l'indistricabile garbuglio che la Moratti ha contribuito a tessere, basta partire dall'estate di due anni fa, quando le graduatorie dei precari della scuola statale furono stravolte (e poi bloccate dal Tar) dall'attribuzione della ministra fresca di nomina ai docenti delle scuole private di un raddoppio di punteggio (attraverso la parificazione delle ore di supplenza). Un regalo agli elettori del Polo. Il secondo caos estivo, l'anno scorso con il blocco dell'attribuzione dei punteggi ai corsisti Siss. Anche qui il punto è complesso. Per le scuole di professionalizzazione, dove "si insegna a insegnare", il Ministero aveva fissato in 30 punti il premio per chi frequentava per due anni i corsi (un po' più di quanto avrebbero accumulato in servizio), ma permise anche la somma del punteggio con le attività di supplenza e docenza eventualmente svolte. La rivolta dei "precari storici" fu determinata e vincente (come il ricorso al tribunale amministrativo). Ora si presenta il caso esattamente contrario, con i Siss a bloccare i 18 punti dei "precari storici". Una sequenza kafkiana che rischia di essere senza fine e penalizza tutta la scuola. Una guerra "tra poveri" che rischia di non avere più l'oggetto del contendere, contratto e risorse. Tanto assurdo da sembrare deliberato.
I precari, divisi in tanti gruppi e coordinamenti e appoggiati per lo più dai sindacati di base della scuola stanno suonando i tamburi della rivolta. Entro una settimana sapranno - insieme alle scuole che avevano già provveduto ai provvedimenti per le assunzioni dei supplenti necessari - se le graduatorie usciranno o meno. Intanto, continua la dieta Tremonti per la scuola, niente fondi necessari anche per la prossima finanziaria, con una prevedibile minaccia di dimissioni autunnali della stessa ministra.

Claudio Jampaglia