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Manifesto: Effetto finanziaria sulla scuola pubblica: a settembre 11 mila insegnanti in meno e già 20 mila iscritti in più

L'anno vecchio si porta via anche la cattedra

08/01/2008
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il manifesto

Simone Verde
Più alunni, meno cattedre: sono diventati realtà i tagli annunciati nella scorsa finanziaria, che metteranno ancora una volta a dura prova la scuola pubblica italiana. A denunciarlo è Gilda, combattivo sindacato di settore, secondo cui la formazione delle classi per l'anno 2008-2009 avverrà all'insegna di una drastica riduzione del corpo docenti: 11mila in meno in un anno, primo passo verso una riduzione di 33mila unità entro il 2011.
A rendere ancora più pesante la decisione del governo è il notevole aumento degli studenti che, a dodici giorni dalla data limite per presentare le domande di iscrizione, sono già 20mila in più. Saranno colpite soprattutto le elementari, con un taglio di 6000 posti, e le superiori, che avranno 4000 docenti in meno. Relativamente risparmiate le scuole medie, con una riduzione di 1000 insegnanti.
La denuncia di Gilda sembra dissipare ogni speranza sulle intenzioni del governo, chiarendo definitivamente le ambiguità in cui il ministero si è prodotto negli ultimi mesi: annunci di nuovi stanziamenti che stentano ad arrivare mentre si moltiplicano i tagli. È proprio di ieri, infatti, l'allarme della Flcgil secondo cui docenti e personale Ata non avrebbero ricevuto gli aumenti previsti da un contratto firmato appena due mesi fa dopo due anni di trattative. Un'ulteriore beffa che evidenzia, appunto, l'ambiguità: «Da un lato - denuncia la Fcgil - il presidente del consiglio dichiara di volersi impegnare da subito per difendere e incrementare le retribuzioni dei lavoratori, dall'altro lato il Tesoro non mette in pagamento neanche gli incrementi dovuti ai lavoratori per un contratto già sottoscritto e già scaduto il primo di gennaio».
Come se non bastasse, nella formazione delle classi il ministero continuerà a fare uso del trucco contabile messo a punto dal ministro Letizia Moratti. Un trucco che consiste nel ricorrere a parametri astratti per stabilire il numero dei docenti di diritto, sapendo che saranno del tutto inferiori a quelli di fatto. Per fare un esempio, si stabilisce che ci sarà un professore ogni 28 allievi, sapendo che nella reale composizione della classi il numero degli studenti è meno numeroso. A colmare il divario, verranno poi impiegati gli oltre 130 mila precari cui non vengono pagate ferie e parte dei contributi. Un trucco che permette di fare economie sulla pelle dei lavoratori e che continuerà a funzionare malgrado gli annunci di nuove assunzioni: 150mila dal 2008 al 2011, appena sufficienti a sostituire i 120mila insegnanti che andranno in pensione nello stesso triennio. A beneficiare dei tagli alla scuola pubblica sarà, come consueto, la scuola privata, favorendo quel «sistema misto» che il ministro Fioroni non cessa di teorizzare. Attraverso finanziamenti che quest'anno hanno raggiunto quota 150 milioni e l'aggravarsi delle condizioni dell'insegnamento pubblico che spingerà i genitori a iscrivere i propri figli in scuole private che negli ultimi anni hanno perso gran parte dei propri clienti.
A ulteriore conferma del doppio linguaggio adottato dal governo, la denuncia di Gilda arriva all'indomani delle dure prese di posizione del presidente del consiglio contro i sindaci del napoletano che avevano deciso di chiudere alcune scuole a causa delle precarie condizioni igienico sanitarie prodotte dalla crisi dei rifiuti. Peccato che le dichiarazioni dichiarazioni di Prodi, che sembravano ricordare l'importanza della scuola pubblica, non siano accompagnate da nuovi investimenti ma da altri tagli: la Campania è tra le regioni più colpite dalle economie di viale Trastevere.


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