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Manifesto: La scuola che vogliamo Pubblica, laica e solidale

HIC SUNT LEONES · Lettera di un istituto contro il decreto Gelmini

09/02/2010
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il manifesto

Militant A

Oggi lascio lo spazio della mia rubrica a una lettera di un Consiglio di una scuola romana in «controtendenza» con i propositi della circolare Gelmini che limita l'accesso di alunni stranieri:

«Cari genitori, le iscrizioni al prossimo anno scolastico sono aperte e nuovi bambini stanno per entrare all'Iqbal Masih. La Gelmini, con la circolare dell'8 gennaio scorso, ha fissato al 30% la presenza di alunni stranieri. E il comune di Roma, con l'assessore Marsilio, ha rilanciato indicando un tetto massimo di 5 alunni stranieri per ogni classe di scuola dell'infanzia comunale. Queste disposizioni che provengono dall'alto e indicano nei bambini e negli stranieri il problema delle scuole sono avvilenti e inaccettabili. È per questo che oggi vogliamo dire «Benvenuti», «Welcome», «Bienvenue», a tutti i bambini che vogliano frequentare la nostra scuola, siano italiani, immigrati, rifugiati, rom. E ci impegniamo come Consiglio di Circolo e Comitato di genitori ad accoglierli da qualsiasi parte del mondo provengano. Nessuno vuole classi di tutti italiani o di tutti stranieri. I nostri bambini sono già mescolati come lo è la realtà concreta del 2010 e seguendo parametri molto più importanti del colore della pelle: i più abili con chi ha bisogno di sostegno, i maschi con le femmine, quelli che vengono da Parigi con chi viene da Centocelle, chi fa religione con chi è esente, gli alti coi bassi, ecc. Fortunate sono le scuole che parlano più lingue, dall'arabo al cinese, dal somalo al portoghese. Le dichiarazioni sul tetto del 30%, come quelle sul crocefisso, sul minuto di silenzio, servono a nascondere il vero problema delle scuole: siamo vicini alla bancarotta. La sottrazione di risorse, il cuore di tutte le riforme, sta già cambiando in peggio la nostra scuola. Quando una maestra è assente i bambini vengono distribuiti in altre classi (...). Avete visto i genitori in fila tutta la notte per l'unica classe di tempo pieno a Vigna Clara? Quello è un futuro che aspetta tutti. Come oscuro è quello che attende i nostri figli, invitati dall'età di 15 anni a uscire dal percorso formativo per entrare in un mondo del lavoro de-qualificato e sottopagato. Noi lotteremo sempre per una scuola di qualità, pubblica, laica e solidale. Il nostro sentire comune ci fa dire no alle circolari razziste, che sono solo degli spot elettorali. La scuola ha bisogno di risorse economiche per il tempo pieno, per le biblioteche, i libri, per programmi informatici, per realizzare feste, mostre, favorire visite, viaggi. Perché tutta la comunità sia in grado di capire meglio l'altro e uscirne arricchita».

Il Consiglio di Circolo della scuola Iqbal Masih, 126? Circolo didattico di Roma, Il Comitato dei Genitori