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Pezzi di soffitto su 7 bimbi in un asilo. Il governo: 5 miliardi per le scuole

Riparte l’Osservatorio per l’edilizia scolastica ma restano fuori Legambiente e Cittadinanza attiva .che denunciano: il 70% degli istituti ha lesioni strutturali

10/01/2015
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Corriere della sera

Claudia Voltattorni

A Sesto San Giovanni, nord di Milano, ieri sono venuti giù due metri quadrati di intonaco dal soffitto di una classe della scuola materna Vittorino da Feltre. Sotto c’erano 7 bambini. Tanta paura ma nessun ferito, eccetto una bimba di 3 anni finita al pronto soccorso del Niguarda per escoriazioni al volto e alla testa. L’hanno dimessa in serata. A Bologna, sempre ieri, la struttura in legno che reggeva una plafoniera è atterrata quasi in testa a due studenti (12 e 13 anni) della media Besta durante la lezione. Per loro graffi e medicazioni all’ospedale Sant’Orsola. A Brindisi, da qualche giorno, le scuole della zona di Fasano sono senza riscaldamento.
Nelle stesse ore, a Roma, al ministero dell’Istruzione, è ripartito dopo uno stop di 17 anni l’Osservatorio per l’edilizia scolastica. Perché per il premier Matteo Renzi, lo ha detto più volte, è «una priorità» rimettere in sesto le scuole d’Italia che dovranno essere «#scuolebelle, #scuolesicure, #scuolenuove».

Per farlo il governo ha stanziato oltre un miliardo di euro (1.094.000.000) con interventi programmati su più di ventimila edifici. Ma ha anche appena sbloccato fondi per quasi 4 miliardi destinati all’edilizia scolastica, tra cui quel quasi un miliardo di euro di prestito in arrivo dalla Banca europea di Investimenti. Entro la fine del 2015, sono previsti 1.600 interventi per mettere in sicurezza altrettante scuole. Entro la primavera del 2016 si apriranno altri 15 mila cantieri per l’ordinaria manutenzione (#scuolebelle) e sempre da quest’anno cominceranno i lavori per la realizzazione di 1.600 nuove strutture dove gli studenti potranno trasferirsi in caso di edifici così decadenti da essere irrecuperabili. Altri 600 gli interventi per scuole più efficienti dal punto di vista energetico. Non solo. Nel decreto della Buona scuola, rivela il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, «aggiungeremo nuove risorse finanziarie da dedicare all’edilizia scolastica, fondi nuovi o da sbloccare».

Ma l’intonaco caduto sulla testa dei piccoli di Sesto, su cui la procura di Monza ha aperto un’inchiesta, serve a ricordare che non c’è tempo da perdere. Per i Vigili del fuoco, il distacco dell’intonaco è stato causato da uno sbalzo termico, un episodio quindi «imprevedibile e non prevenibile», ma per le associazioni Cittadinanzaattiva e Legambiente, che da anni fotografano la situazione degli edifici scolastici italiani, oltre il 70 per cento delle scuole ha lesioni strutturali e in un caso su tre gli interventi non vengono effettuati. Il Codacons invita i genitori dei bimbi della materna di Sesto San Giovanni e il personale «a chiedere un risarcimento al Miur».

Risponde a distanza il sottosegretario Faraone che ieri ha presieduto il risorto tavolo dell’Osservatorio sull’Edilizia con rappresentanti dei ministeri di Economia, Infrastrutture, Beni Culturali, Anci (associazione dei Comuni) e Province: «Siamo sempre con gli occhi aperti e il rilancio dopo anni di uno sportello unico sull’edilizia scolastica dimostra che la nostra attenzione è concreta». Da mesi il ministero sta raccogliendo segnalazioni da Comuni, Province, Regioni sullo stato delle scuole per far nascere un’anagrafe dell’edilizia scolastica: «Sarà una casa di vetro, tutto sarà online - dice Faraone - e ognuno potrà trovare tutti i dati sullo stato strutturale della scuola dei propri figli». Ma servirà anche a «responsabilizzare gli addetti ai lavori affinché monitorizzino la situazione». Finora sono state 13 le Regioni ad aver risposto all’appello. Restano fuori dall’Osservatorio del Miur però Cittadinanzaattiva e Legambiente: «Da oltre un decennio forniamo gli unici dati disponibili sullo stato degli edifici scolastici, chiediamo un confronto aperto anche ai nostri contributi».
cvoltattorni@corriere.it