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Pubblico impiego, forti riduzioni soprattutto nel comparto scuola

Il numero degli occupati nel pubblico impiego nel corso del 2010 ha subito una riduzione rispetto all’anno precedente di circa 59.000 unità determinata principalmente dalla contrazione del personale docente e non docente del comparto Scuola

12/11/2011
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La Tecnica della Scuola

Il numero degli occupati nel pubblico impiego nel corso del 2010 ha subito una riduzione rispetto all’anno precedente di circa 59.000 unità determinata principalmente dalla contrazione del personale docente e non docente del comparto Scuola per 31.500 unità, di cui circa 14.000 a tempo determinato annuale e non annuale.

Il dato è contenuto nel "Conto Annuale" presentato dalla Ragioneria Generale dello Stato, che riporta i risultati della rilevazione riferita allo scorso anno sulla consistenza e i costi del personale della Pubblica Amministrazione. Nella rilevazione sono compresi anche i comparti Scuola, Afam e Università.Per quanto riguarda la consistenza numerica del personale assunto a tempo indeterminato,è convenzionalmente conteggiato anche il personale della Scuola e dell’Afam con rapporto di lavoro a tempo determinato che ricopre posti di organico vacanti (annuale e fino al termine delle attività didattiche) così distribuito: 222.991 unità nel 2008, 196.395 unità nel 2009 e 182.528 unità nel 2010 (variazioni percentuali: -11,93% tra 2009 e 2008,, -7,06% tra 2010 e 2009; -18,15% tra 2010 e 2008). Nel conteggio sono invece esclusi i supplenti brevi.
Complessivamente il personale a tempo indeterminato nel comparto Scuola e Afam rappresenta il 32,4% del pubblico impiego, il 3,4% l’Università.
La contrazione del personale a tempo indeterminato nella Scuola (-2,0%, corrispondente a –17.250 unità) è la principale determinante della riduzione registrata in tutto il pubblico impiego.
Le immissioni in ruolo effettuate dal Ministero dell’istruzione sono state circa 16.500, pari a quelle dell’anno precedente e circa la metà di quelle del 2008, mentre le cessazioni del personale a tempo indeterminato (circa 33.300) si sono ridotte del 25% rispetto all’anno precedente.
La presenza delle donne continua a crescere in termini percentuali nei settori dove sono già largamente preminenti, tra cui il comparto Scuola, e ulteriori rapidi passi verso la parità sono stati compiuti in altri comparti dove la presenza femminile è tradizionalmente minoritaria quali, ad esempio, l’Università. Nella Scuola le donne nel 2008 erano876.439 (77,6%), nel 2009 836.313 (77,8%), nel 2010 817.730 (78,4%).
E infine uno sguardo alla distribuzione regionale: mentre nel Lazio è concentrato il 48,2% del personale degli Enti di ricerca, il 26,6% di quello del comparto Ministeri e il 22,7% di quello degli Enti pubblici non economici, in Lombardia, invece, si raggiungono le massime concentrazioni del personale del Servizio sanitario nazionale con il 15%, di quello degli Enti Locali con il 14,7% e di quello della Scuola con il 14,5%. 


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