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Repubblica: Sorpresa nella Finanziaria 100 milioni all´università privata

Parificati i diritti dei collegi ecclesiastici, accolta una proposta di Bobba e Lusi della Margherita

20/12/2006
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la Repubblica

LIANA MILELLA

ROMA - Il maxi emendamento alla Finanziaria non finisce di riservare sorprese e provocare polemiche. Dopo la prescrizione breve per i danni allo Stato (l´ormai ben noto comma 1.346 ispirato dal senatore calabrese Pietro Fuda), un nuovo caso viene scoperto da chi, in questi giorni, sta passando al setaccio le pagine del librone contabile prima della sua definitiva approvazione alla Camera entro Natale. A sorpresa, i riflettori vengono puntati su due commi, il 603 e il 604, che in non più di otto righe, prevedono nuovi privilegi e una buona manciata di milioni di euro per «tutti i collegi universitari gestiti da fondazioni, enti morali, nonché enti ecclesiastici» che abbiano la finalità di ospitare studenti e «risultino iscritti ai registri delle prefetture». Un regalo valutato nello stesso maxi emendamento, per gli uni e gli altri, in ben cento milioni di euro in tre anni: 31.972 per il 2007, 31.332 per il 2008, 31.977 per il 2009. Non basta, è previsto anche uno sconto sull´Iva, visto che il comma 604 stabilisce «l´esenzione dal pagamento» per i collegi universitari già beneficiati dal comma 603. Otto righe nascondono dunque un concetto molto chiaro: tutti le agevolazioni e i fondi finora riservati ai "soli" collegi che fanno capo allo Stato, d´ora in avanti saranno previsti anche per quelli privati. Ed è probabile che, a fare la parte del leone, saranno proprio quelli di tipo religioso visto che tantissime sono le realtà universitarie di estrazione ecclesiastica.
Ma chi ha firmato l´emendamento? In calce figurano i nomi di due notissimi senatori della Margherita, a cominciare da Luigi Lusi, il segretario amministrativo del partito, vicinissimo al presidente diellino Francesco Rutelli. Famoso anche l´altro firmatario, Luigi Bobba, esponente dei teodem. Proprio Bobba si sfila subito da qualunque responsabilità: «Sì, ho firmato quell´emendamento con Lusi, ma chi l´ha pensato e l´ha poi costruito è stato lui». E Lusi, mentre il cellulare continua a squillare a vuoto, è introvabile.
In compenso, non appena lo legge, esplode un altro esponente diellino noto per le battaglie da dissidente interno. Roberto Manzione, vicepresidente della commissione Giustizia, appena una settimana fa protagonista di dure dichiarazioni contro la prescrizione breve per i danni erariali, spara a zero contro i commi che equiparano convitti privati a quelli delle università statali. «Innanzitutto non mi risulta proprio che di questa faccenda si sia discusso nella cabina di regia al Senato. E poi intravedo una grande somiglianza con la vicenda del comma 1.346 dove trafficanti e traffichini si davano da fare per infilare nella Finanziaria sanatorie dell´ultim´ora. Ma qui c´è molto di più visto che si quantifica la spesa in cento milioni di euro. Vedo in azione i poteri forti, dalla massoneria all´Opus dei».
I tecnici degli uffici studi stanno cercano di capire come si sia potuta ipotizzare una simile somma sulla base di criteri assai esigui (la finalità dei collegi e l´iscrizione alle prefetture) e stanno verificando se i due commi concedono anche una liberatoria, e quindi un condono, pure sugli abusi edilizi sia passati che in corso. Due dati sono comunque innegabili. Il primo: dal punto di vista giuridico c´è la piena equiparazione tra collegi pubblici e privati. Il secondo: sotto l´aspetto politico i commi 603 e 604, in un sol colpo, sono riusciti a succhiare per il 2007 ben 30 milioni di euro rispetto a quel "fondino" (ma alcuni lo chiamano "tesoretto") di 50-60 che il governo aveva destinato alle richieste dei gruppi sia di maggioranza che d´opposizione. Un bel colpo, di cui non è chiaro quanti si siano effettivamente resi conto nel centrosinistra.


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