Inchiesta nazionale sul lavoro promossa dalla CGIL

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Sciopero inevitabile: venerdì 10 dicembre si ferma la scuola

"Un governo nato per ridurre le disuguaglianze, con questa manovra finanziaria le allarga", spiegano Flc Cgil e Uil Scuola, chiedendo all'esecutivo "un'inversione delle politiche che sinora hanno ricalcato quelle neoliberiste degli ultimi vent'anni"

09/12/2021
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Collettiva.it

Lo sciopero della scuola apre la vertenza Paese. Flc Cgil e Uil Scuola, insieme a Snals e Gilda, hanno già proclamato lo sciopero generale del settore per venerdì 10 dicembre. Uno stop che ha funzionato da detonatore della più ampia manifestazione di dissenso politico che attiene allo sciopero generale di tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati, indetto da Cgil e Uil per giovedì 16 dicembre per “chiedere un’inversione delle politiche del governo che sinora hanno ricalcato quelle neoliberiste degli ultimi venti anni, in cui a pagare sono stati lavoratori dipendenti e pensionati”.

“La protesta, oltre ai temi della scuola ancora senza soluzioni, sui quali sono in atto momenti di confronto con le forze politiche che sostengono questa maggioranza, porta alla luce la sostanziale insufficienza dei provvedimenti sulle pensioni e sulla riforma del fisco”, spiegano i sindacati dell’istruzione: “Misure, come quella dell’assegno unico per carichi di famiglia, che ovviamente riguardano ampia parte del Paese, e anche i lavoratori della scuola”.

I segretari generali di Flc Cgil (Francesco Sinopoli) e Uil Scuola (Pino Turi) evidenziano che “sono interventi che andranno a incidere in modo significativo sulle retribuzioni che, per la scuola, sono ancora in fase di adeguamento in vista del rinnovo contrattuale. Rinnovo che ha scarse risorse di contrattazione, mentre le retribuzioni rischiano di essere penalizzate da una riforma che sposta risorse dai poveri ai ricchi, in una sorta di Robin Hood alla rovescia”.

Per Sinopoli e Turi, un governo “nato per ridurre le disuguaglianze, con questa manovra le allarga. Noi confermiamo ‘l’adesso basta’ della scuola. La società civile si ribella e chiede di tornare all’equità e alla solidarietà: valori costituzionali che rivendichiamo come base delle politiche del governo e della maggioranza che lo sostiene”.

Lo sciopero del 10 dicembre della scuola, dunque, resta “nell’alveo di quello generale ed è assolto, anche se in data diversa”. Per i segretari generali di Flc Cgil e Uil Scuola “è necessario rimettere al centro del dibattito politico la condizione dei lavoratori lasciati alla mercé delle regole del mercato, peraltro drogato dalle iniezioni di denaro pubblico che poi qualcuno dovrà pagare. È in questo contesto che la vertenza scuola si inserisce con le proprie specificità e con quelle più ampie del mondo del lavoro che si ribella anch’esso”.