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Università, l'ipotesi per i nuovi test: resta il numero chiuso, corsi di preparazione negli atenei

Tra le proposte allo studio del governo quella di far svolgere due singole prove per evitare gli immatricolati con "riserva". Forse stop a domande di logica e cultura generale. La responsabile scuola Pd Francesca Puglisi: "Lavoriamo per selezionare gli studenti migliori". Prossimi quiz a ottobre 2015

08/01/2015
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la Repubblica

Salvo Intravaia

ROMA - Ecco il nuovo test di Medicina. O meglio, come potrebbe essere il prossimo. Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini sta lavorando con i suoi tecnici alla proposta avanzata qualche settimana fa dal Partito democratico. Ed è probabile che molti, se non tutti, i punti salienti del progetto proposto dal partito di maggioranza rientreranno nella versione finale che gli studenti attendono per conoscere su cosa e come dovranno prepararsi per la prossima battaglia. L'idea, avanzata in un primo momento dalla stessa Giannini, di riformare "alla francese" l'intera procedura di accesso alle facoltà medico-scientifiche sembra per il momento accantonata. Una prima anticipazione sul piano messo a punto dal Pd l'ha fornita qualche giorno fa il neo sottosegretario Davide Faraone. Il prossimo test si svolgerà ad ottobre 2015.

Ma sono almeno cinque i punti qualificanti che rivoluzioneranno il quizzone di accesso alla facoltà più gettonata. "La proposta  -  spiega Francesca Puglisi, responsabile Scuola, Università e Ricerca nella segreteria Pd  -  verte su due idee che vogliamo portare avanti con forza: selezionare gli studenti migliori e ridurre i costi della preparazione per coloro che non possono permettersi di spendere cifre considerevoli". Il numero programmato, del resto, dobbiamo tenercelo: ce lo chiede l'Europa. Anzi, ce lo impone. E tutta la proposta si snoda su queste due idee cardine. Il test, quindi, si svolgerà ad ottobre e non più a settembre o ad aprile. E rimarrà in ambito nazionale. Ecco perché.

Nei mesi estivi, e questa è una grande novità, gli atenei saranno chiamati ad organizzare corsi di preparazione ai test di Medicina (e Odontoiatria) con costi decisamente inferiori (o addirittura gratis) rispetto a quelli proposti dalle società private, che si aggirano attorno ai 4mila, ma che possono arrivare anche a 8mila euro, per l'intera preparazione. Molti atenei, in questi ultimi anni, si sono infatti dotati di strutture dedicate per seguire gli studenti in ingresso nella preparazione ai test delle facoltà a numero chiuso. E non dovrebbe essere difficile organizzare nei mesi estivi questi corsi. Un altro punto che dovrebbe ridurre la "fortuna" e premiare i migliori è quella di fornire in anticipo agli aspiranti medici una bibliografia di testi consigliati su cui basare la preparazione.

Le domande del test verteranno su argomenti contenuti nei testi consigliati. Per questa ragione la prova dovrebbe anche vedere delle modifiche sulle materie. Resteranno le domande di Fisica, Matematica, Biologia e Chimica. Potrebbero sparire quelle di cultura generale e forse anche quelle di logica. E come ormai avviene per molti test di ammissione in altre facoltà, il nuovo test potrebbe contenere domande di Inglese. L'ultima novità, quella più in bilico, mira a ridurre l'enorme contenzioso che negli ultimi anni si è sviluppato intorno al test di Medicina e che solo quest'anno ha prodotto quasi 6mila immatricolati "con riserva", pari al 60 per cento dei 10mila previsti dal bando iniziale.

Il Pd vorrebbe che ad ottobre ogni candidato svolgesse due singoli test a distanza di due settimane e che per l'accesso si valutasse il migliore. In questo modo, si eviterebbe l'alea e le incognite legate alla prova secca. Ma forse, su questo gli atenei non sono ancora pronti. Per tutte le altre facoltà a numero programmato nazionale  -  Veterinaria, Architettura, Scienze della formazione e Professioni sanitarie) per il momento, resterà tutto come l'anno passato. Stesso discorso per le altre facoltà dell'ambito medico-scientifico: Biologia, Farmacia, Biotecnologie. Che in una prima versione sarebbero rientrate nella proposta di riforma alla francese, contrastata dai rettori, e per il momento accantonata.