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Clamoroso! All'INDIRE partono le procedure di Destabilizzazione

Nove precari, già riconosciuti aventi diritto nel 2022, sarebbero esclusi dalla stabilizzazione per uno spostamento all'indietro dei termini entro cui maturare i requisiti.

17/10/2023
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Nel comunicato dello scorso 12 ottobre scrivevamo: “FLC CGIL attende da mesi la ricognizione del personale precario in funzione delle pur parziali e insoddisfacenti stabilizzazioni già previste nel piano di fabbisogno del 2023…”

Venerdì sera INDIRE ha pubblicato questa tanto attesa ricognizione, che doveva servire a includere nel processo “ai fini di superare il precariato” della Legge Madia, i lavoratori e le lavoratrici che ne avessero maturato il diritto, rispetto all’elenco precedente prodotto nel dicembre 2021, riferimento per le stabilizzazioni del marzo successivo. Mai avremmo pensato di veder sparire NOVE PERSONE che già erano in quell’elenco. Per INDIRE il tempo scorre al contrario: l’anzianità di servizio dei precari, infatti, rilevata quasi un anno dopo…

Risulta decurtata di un anno! Sono, infatti, stati portati indietro i termini entro cui maturare il diritto a essere inclusi nella procedura, dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2021, con il duplice effetto di costringere lavoratori e lavoratrici che già hanno assolto alla selezione COMMA 2 a rifare la stessa procedura concorsuale a distanza di pochi mesi e, inoltre, di veder esclusi alcuni di loro da questa già discutibile ri-selezione!!! All’INDIRE le partite si rigiocano senza motivo e nel mezzo si procede a inspiegabili squalifiche!

Il personale precario di INDIRE è sconcertato da questa decisione dell’ente, anche perché basta andare indietro al verbale dei Revisori dei Conti del 14 novembre 2022 per trovare una scrittura semplice, chiara, inequivocabile rispetto alle condizioni affinché il personale possa essere considerato avente diritto alla procedura di stabilizzazione:

“a) risulti in servizio successivamente alla data di entrata in vigore della Legge n. 124 del 2015 con contratti a tempo determinato presso l'amministrazione che procede all'assunzione o, in caso di amministrazioni comunali che esercitino funzioni in forma associata, anche presso le amministrazioni con servizi associati;

b) sia stato reclutato a tempo determinato, in relazione alle medesime attività svolte, con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all'assunzione;

c) abbia maturato, al 31 dicembre 2022, alle dipendenze dell'amministrazione di cui alla lettera a) che procede all'assunzione, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.”

Tra l’altro questo diritto è stato più volte riconosciuto dall’amministrazione sia nel dialogo con il Collegio dei Revisori, per motivare la giusta e doverosa proroga a tutto il personale precario al 31 dicembre 2022, sia al tavolo con le OO.SS. Ora: crediamo che davvero non si voglia proseguire su questo orientamento insensato, che reca danno a nove precari e precarie di INDIRE senza alcun effetto positivo per questo ente.

FLC CGIL chiede che sia rapidamente rielaborata la ricognizione per gli eventuali nuovi aventi diritto prendendo come riferimento almeno il termine del 31 dicembre 2023, sulla base della normativa aggiornata come già espresso al tavolo di trattativa.

Chiede che non si effettui una ripetizione della selezione per chi l’ha già sostenuta, bensì che si proceda immediatamente alle stabilizzazioni sulla base della selezione già ultimata nel marzo 2022.

Ribadiamo che a coloro che hanno già maturato i requisiti per essere considerati stabilizzabili questo diritto non può essere tolto, mentre le nuove procedure di selezione devono essere destinate principalmente a chi non ha potuto partecipare al bando del 31 dicembre 2021 perché allora non aveva maturato ancora i requisiti necessari e previsti dal bando.

Infine, per FLC CGIL sussistono le condizioni per applicare il comma 1 della Legge Madia al fine di stabilizzare tutti coloro che ne abbiano maturato il diritto secondo i parametri previsti, senza procedere ad alcuna selezione.

Siamo pronti a entrare in agitazione a tutela del personale che alla consueta estenuante attesa di una stabilizzazione, alla reiterazione di procedure già espletate, deve aggiungere adesso una estromissione dolorosa, senza precedenti né giustificazioni. È proprio vero che al peggio non c’è mai fine!

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