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Enti di ricerca non vigilati dal MUR: finalmente arrivano i soldi per la valorizzazione professionale del personale

Una vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori della ricerca e del sindacato.

30/05/2024
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A giorni è prevista la pubblicazione del DPCM che ripartirà agli enti le somme stanziate con la legge di bilancio 2024, che ha esteso quanto previsto dal 2022 per gli EPR vigilati dal MUR.

Queste risorse aggiuntive verranno utilizzate per il passaggio dal terzo al secondo livello dei ricercatori e tecnologi e per incrementare il salario accessorio del personale tecnico amministrativo di circa 4.000 euro (lordo amministrazione) all’anno in più per dipendente!

Finalmente tutto il settore della ricerca può contare su medesime risorse (anche se con decorrenze diverse) e questo è senz’altro un risultato importante ottenuto dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore, grazie alla lunga mobilitazione durata più di due anni, iniziata con un presidio indetto dalla FLC CGIL nel dicembre 2021, che, pur evidenziando il risultato positivo del finanziamento previsto in legge di bilancio 2022, denunciava l’iniquità della disposizione che riguardava soltanto il personale degli enti di ricerca vigilati dal MUR. Molte le iniziative successive, assunte anche unitariamente, fino al risultato ottenuto nel 2024. Ora il Settore è riunificato e tutti i dipendenti del comparto ricerca possono contare sulle risorse per la valorizzazione professionale!
Purtroppo, in questa vicenda dobbiamo registrare un ruolo debole dei Presidenti degli enti, che non hanno avuto la capacità di muoversi come soggetto unitario in grado di rivendicare più risorse per un settore, quale è la ricerca, di importanza strategica per il Paese Italia.

Ora si apre la partita di come queste risorse andranno utilizzate.
Per i ricercatori e tecnologi quelle previste complessivamente per gli enti non MUR sono 14,52 milioni di euro e sono finalizzate a procedure per il passaggio dal III al II livello di inquadramento, consentite dall’articolo 15 del CCNL 2002-2005.
Per il personale tecnico e amministrativo la questione di come si utilizzano le risorse è più articolata, in quanto non essendo stata sottoscritta la sequenza contrattuale non è stato possibile prevedere nel CCNL 2019-2021 l’utilizzo di tali risorse, per cui esse dovranno essere attribuite con criteri stabiliti dalla contrattazione integrativa in ogni singolo ente.

È da notare che nel settore università nella legge di bilancio 2022 è prevista una analoga disposizione per la valorizzazione professionale del personale tecnico amministrativo: questa norma, dopo pressanti iniziative del sindacato, è stata modificata prevedendo che il 50% delle risorse stanziate siano utilizzate per l’incremento stabile di voci stipendiali fisse e ricorrenti (il CCNL ha successivamente utilizzato questi soldi per l’aumento dell’indennità annuale di ateneo).
Pertanto la FLC CGIL, in considerazione della difficoltà di poter pervenire ad un accordo con l’ARAN in senza un intervento normativo, ha inviato una nota alla Ministra dell’Università e della Ricerca chiedendole di farsi promotrice della stessa modifica operata per il personale dell’università, in modo da poter prevedere anche per personale tecnico e amministrativo degli Enti di Ricerca un incremento stabile dell’indennità di ente annuale.

Oltre l’utilizzo delle risorse aggiuntive, ci sono altri aspetti non ancora risolti relativamente alle risorse del rinnovo del CCNL 2019-2021 (abbiamo in tal senso inviato una nota all’ARAN in data 18 marzo 2024: rassicuriamo il personale che continueremo a portare avanti con determinazione la nostra iniziativa fino a quando tutto quanto dovuto non sarà a disposizione della contrattazione e del personale!

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

Al via la
campagna referendaria.

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