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Ordinamento del personale degli Enti pubblici di ricerca: nuova proposta dell’ARAN per tecnici e amministrativi

Prosegue il confronto con i sindacati sulla sequenza contrattuale del contratto “Istruzione e Ricerca” 2019-2021.

16/11/2023
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Il 14 novembre 2023, si è svolto il previsto incontro di contrattazione all’ARAN sulla sequenza contrattuale relativa alla riforma dell’ordinamento professionale negli enti pubblici di ricerca (articolo 178, lettera f dell’ipotesi di CCNL “Istruzione e Ricerca” 2019-2021).

FILO DIRETTO SUL CONTRATTO

La riunione ha riguardato l’ordinamento professionale del personale tecnico e amministrativo.
La nuova proposta dell’ARAN prevede due ruoli:

  1. Tecnico di ricerca (con tre Aree: Operatore, Collaboratore e Specialista).
  2. Tecnico e amministrativo (con quattro Aree: Operatore, Assistente, Funzionario ed Elevate Professionalità).

Questa nuova proposta, per quanto attiene la struttura delle Aree, viene incontro a quanto richiesto dalla maggior parte delle organizzazioni sindacali ed è stato il frutto di un’azione unitaria CGIL, CISL e UIL.

Per quanto riguarda la parte economica del nuovo ordinamento da una parte registriamo l’apertura dell’ARAN a prevedere che le prime posizioni stipendiali di ciascuna Area siano coincidenti con i valori previsti per gli attuali livelli, in modo da annullare gli eventuali assegni ad personam nella fase di trasposizione fra vecchi e nuovi inquadramenti.
Dall’altra parte dobbiamo registrare una certa rigidità rispetto ad alcune criticità che continuano a permanere nella proposta dell’ARAN, che riguardano in particolare i livelli economici delle diverse posizioni stipendiali all’interno di ogni singola Area, laddove viene previsto un differenziale fra lo stipendio di ingresso e la posizione stipendiale più alta all’interno della stessa area (aspettativa di carriera orizzontale) che risulta essere inferiore a quella prevista attualmente per diversi profili professionali.

Dopo ampia discussione la riunione è stata aggiornata al 7 dicembre. Naturalmente continueremo la nostra azione affinché il risultato finale consenta una reale valorizzazione di tutto il personale sia attraverso le progressioni all’area superiore che attraverso le progressioni economiche all’interno dell’area, che garantiscano in ogni caso una prospettiva di crescita salariale superiore a quella attuale.

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

Al via la
campagna referendaria.

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