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Ordinamento del personale degli Enti pubblici di ricerca, trattativa all’Aran sulla sequenza contrattuale del contratto “Istruzione e Ricerca”

La riunione, ancora interlocutoria, ha affrontato il tema dell’ordinamento del personale tecnico amministrativo. Prossimo incontro il 14 novembre.

25/10/2023
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Il 24 ottobre 2023, si è svolto il previsto incontro di contrattazione all’ARAN sulla sequenza contrattuale relativa alla riforma dell’ordinamento professionale negli Enti pubblici di ricerca (articolo 178, lettera f dell’ipotesi di CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021).

In apertura il Presidente dell’ ARAN ha confermato che nella bozza di Legge di Bilancio 2024 sono previste le risorse per la valorizzazione del personale degli Enti di ricerca non vigilati dal MUR e, relativamente allo svolgimento della sequenza contrattuale, ha proposto di affrontare prima l’ordinamento professione del personale tecnico e amministrativo e, una volta definito questo, di affrontare quello del personale ricercatore e tecnologo: le Organizzazioni sindacali hanno concordato con questa proposta.

L’ARAN ha quindi ribadito la proposta di ordinamento professionale presente nella bozza di CCNL del 12 luglio 2023, che prevede sostanzialmente due distinti ruoli, quello dei “tecnici di ricerca”(costituito da due aree: collaboratori tecnici di ricerca e funzionari tecnici di ricerca) e il ruolo “amministrativo e tecnico” (costituito da quattro aree: operatori, assistenti, funzionari ed elevate professionalità) ed ha precisato che una volta stabilita la tabella di corrispondenza con gli attuali profili, non sarà possibile prevedere nessun passaggio automatico ad un inquadramento superiore ma, in analogia con quanto stabilito nei contratti già sottoscritti, in base alle risorse a disposizione, si potrà accedere all’area superiore tramite procedura comparativa. Nel primo periodo di applicazione, sarà possibile effettuare il passaggio all’area superiore anche in assenza del titolo di studio richiesto ad eccezione dell’area delle elevate professionalità, dove vi è un esplicito divieto normativo in tal senso.

Nel nostro intervento abbiamo fatto una premessa rispetto alle risorse aggiuntive per il personale tecnico-amministrativo, precisando che sarà necessario operare per una modifica che permetta di “definalizzare” tali risorse, in quanto la legge che le stanzia prevede la loro assegnazione al personale in ragione della partecipazione dello stesso ad appositi progetti: per quanto ci riguarda riteniamo che i soldi stanziati debbano essere completamente a disposizione della contrattazione nazionale e, in subordine, che almeno il 50% di tali risorse venga utilizzato per incrementare le voci fisse del salario, così come già è stato previsto per le risorse aggiuntive per il personale dell’Università.

Sempre relativamente alla necessità di non stravolgere l’equilibrio tra le attuali figure professionali, riteniamo possibile prevedere un’area superiore rispetto all’attuale ordinamento sia per il ruolo “tecnici di ricerca” che “amministrativo e tecnico”, come previsto dall'ARAN,  mentre siamo contrari all’ipotesi, emersa durante la trattativa, di prevedere una ulteriore area ( elevate professionalità) per il ruolo “tecnici di ricerca” in quanto   riteniamo che prevedere due aree professionali tra gli attuali CTER e i ricercatori e tecnologi determinerà una svalorizzazione degli attuali CTER piuttosto che un loro possibile sviluppo professionale, vista l’impossibilità di accedervi direttamente senza aver prima fatto il passaggio all’area dei “funzionari tecnici di ricerca” e considerata anche l’inderogabilità del possesso del titolo di studio della laurea magistrale.

Dopo ampia discussione la riunione è stata aggiornata al 14 novembre, con l’impegno dell’ARAN a produrre un ulteriore documento sull’ordinamento professionale e dove verrà approfondito anche il tema delle progressioni economiche all’interno delle aeree.

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

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