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Assicurazione INAIL: il bluff del Ministero

Per la FLC CGIL sono necessarie indicazioni precise alle scuole e una corretta informazione alle famiglie. Chiesto il confronto sindacale.

13/10/2023
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Il decreto legge 48/2023, noto come Decreto Lavoro, ha esteso, solo per l’anno scolastico 2023/2024, al personale della scuola e agli studenti l'assicurazione obbligatoria INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, al fine di sperimentare l’impatto della tutela assicurativa per le  attività di insegnamento-apprendimento.

La campagna informativa che il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno lanciato in questi giorni  sulle reti radio e TV della Rai, oltre che sui canali social, per illustrare la novità: Perché la cura del futuro inizia dai banchi di scuola, si rivolge con messaggi fuorvianti alle famiglie informandole che non dovranno più pagare l’assicurazione per la scuola dei propri figli perché lo Stato si fa carico di mettere in protezione le giovani generazioni e chi le forma, sollevando le famiglie dall’impegno economico sostenuto.

La campagna pubblicitaria dei due ministeri sta inducendo molte famiglie a ritenere erroneamente che l’assicurazione INAIL possa sostituire l’assicurazione integrativa che le scuole sottoscrivono a copertura degli infortuni degli alunni e della responsabilità civile del personale scolastico e dei genitori per i danni provocati dagli alunni.

Numerose sono infatti le segnalazioni che ci stanno arrivando rispetto a richieste di chiarimenti o di restituzione dei contributi versati alle scuole per le assicurazioni integrative.

Vediamo come stanno esattamente le cose.

La copertura assicurativa INAIL, prevista dal Testo Unico  delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, DPR 1124/1965, e già attiva nelle scuole  limitatamente alle attività svolte nei laboratori, nelle palestre, negli uffici, per le attività di sostegno e per tutte quelle attività che prevedono l’uso di apparecchi/macchine elettriche (videoterminali, computer, tablet, fotocopiatrici, videoregistratori, proiettori, ecc.), dispone la corresponsione di un’indennità giornaliera per gli infortuni sul lavoro che abbiano determinato un’inabilità temporanea  superiore a 3 giorni, un indennizzo in caso di invalidità permanente superiore al 6%, una rendita in caso di invalidità dal 16 al 100%, il rimborso di cure e spese mediche sostenute.

Tali prestazioni non possono essere considerate sostitutive di quelle offerte dalle assicurazioni integrative che le scuole stipulano ogni anno e che innanzitutto prevedono anche la tutela legale e la copertura della responsabilità civile del personale scolastico per i danni provocati a terzi dai minori posti sotto la loro tutela, indispensabile per le uscite didattiche e i viaggi di istruzione, non presenti nell’assicurazione INAIL che tutela solo infortuni. Ma anche relativamente agli infortuni, i pacchetti previsti dalle assicurazioni integrative prevedono generalmente, a seconda dei costi individuali  scelti e del grado di scuola, la copertura di tutti gli infortuni  occorsi agli alunni anche di lieve entità, il rimborso di tutte le spese sostenute a causa dell’infortunio, compreso il danneggiamento di protesi, occhiali o in alcuni casi del vestiario, spese odontoiatriche diarie da gesso, danno estetico, lezioni private e  rimborsi per la perdita del bagaglio e l’assistenza sanitaria all’estero per i viaggi di istruzione. Si tratta di prestazioni che, come ben sanno le scuole, evitano nella maggior parte dei casi il contenzioso giudiziario conseguente alla richieste di risarcimento dei danni subiti dagli alunni durante le attività,  con benefici a vantaggio delle scuole stesse e soprattutto delle famiglie, specie di quelle  meno abbienti che non possono permettersi spese legali.

Ancora una volta, dunque, la propaganda politica prende il sopravvento sulla corretta informazione, questa volta a danno delle scuole e della loro credibilità, delle famiglie e della stessa amministrazione scolastica.

È indispensabile che i due ministeri chiariscano quanto prima caratteristiche e limiti dell’estensione dell’assicurazione, mettendo le scuole nelle condizioni di individuare proposte assicurative adeguate a tutte le esigenze e consentendo alle famiglie di fare scelte informate e consapevoli. In questa direzione la FLC CGIL si è già mossa per le vie brevi chiedendo al Ministero di predisporre quanto prima una nota operativa  da inviare alle scuole, previo confronto con le organizzazioni sindacali.

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

Al via la
campagna referendaria.

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