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Le organizzazioni ed associazioni sindacali dell’Università incontrano Marco Mancini, capo dipartimento del MIUR

Il commento della FLC CGIL e il comunicato unitario.

15/07/2014
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Si è svolto lo scorso 10 luglio un nuovo incontro tra le organizzazioni sindacali, studentesche e di categoria dell’Università e il Capo dipartimento Miur, prof. Marco Mancini. In allegato un ampio resoconto dell’incontro che ha avuto, come ordine del giorno:

  1. le proposte del Ministero di revisione delle procedure per l’attribuzione delle abilitazioni scientifiche nazionali;
  2. le ipotesi di semplificazione adempimenti degli Atenei per criteri di valutazione della didattica;
  3. la modifica del sistema dei punti organico e il riequilibrio del turn-over tra gli Atenei;
  4. la proposta del Ministro di reclutamento straordinario di ricercatori a tempo determinato;
  5. le ipotesi di intervento del Miur sulla programmazione degli accessi all’Università.

Accogliamo positivamente la disponibilità del prof. Mancini a definire un calendario di incontri specifici (“tavoli tecnici”) su alcuni dei temi proposti dalle Organizzazioni universitarie prima che sia varato il Decreto Legge di cui il Ministro ha più volte, nelle ultime settimane, tratteggiato le linee generali. Allo stesso modo, in tema di revisione delle abilitazioni scientifiche nazionali riteniamo condivisibili le linee d’intervento fin qui delineate dal Ministro che ci sembrano, peraltro, ricalcare quanto il CUN ha proposto in questi mesi. Accogliamo quindi positivamente la volontà di rivedere in tempi rapidi il sistema delle abilitazioni così da rendere possibile l’avvio di un nuovo bando con le nuove modalità già entro il 2014.

Riteniamo, tuttavia, che si debba porre in questione l’uso delle mediane nella valutazione della produzione scientifica dei candidati e che si debbano ascoltare le osservazioni critiche svolte in questi anni dalla comunità scientifiche sulle derive quantitative delle procedure di valutazione. Più in generale, siamo preoccupati dalla assenza di qualsiasi ipotesi di revisione dell’ANVUR a dispetto degli allarmi lanciati da più parti sul delirio burocratico rappresentato da AVA nonché dall’approccio rozzo e ideologico alla valutazione scientifica fino ad oggi mostrato.

Quanto alla necessità più volte richiamata di rivedere l’attuale assetto dei settori scientifico disciplinari/settori concorsuali, crediamo sia finalmente giunto il momento di dare avvio a una piena e compiuta riflessione sulla loro funzione e sul loro ruolo che parta, tuttavia, da una ampia e partecipata discussione delle comunità scientifiche e accademiche. Su questo tema il CUN deve e può svolgere un importante lavoro di riorganizzazione e revisione nel confronto piano con il mondo accademico e scientifico.

Per quanto riguarda le ipotesi di revisione dei meccanismi di distribuzione delle risorse liberate da turn-over e le eventuali modifiche all’attuale modalità di calcolo dei punti organico, dobbiamo registrare con amarezza l’incapacità del MIUR di far valere le ragioni del sistema universitario italiano – e la centralità strategica di questo settore – a fronte dei veti posti dal MEF. Trova nuovamente conferma che, sulle questioni chiave delle risorse e del finanziamento, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è “commissariato”. Per l’ennesima volta vediamo confermare lo scarso interesse del governo per l’Università italiana, ritenuta una spesa da contenere e non un potenziale investimento. Le soluzioni tecniche ipotizzate non modificano in nulla il quadro e mirano unicamente a re-distribuire diversamente le scarse risorse disponibili.

In tal senso, pur condividendo l’ipotesi di un reclutamento straordinario di ricercatori a tempo determinato – nelle dimensioni prospettate dal Ministro ancora largamente inadeguato rispetto alle necessità del sistema – non possiamo che ribadire che le figure da attivare devono essere quelle dei cosiddetti “ricercatori di tipo B” e non possono essere invece di “tipo A”. Nel contempo, a fronte degli oltre 20.000 abilitati riteniamo che sia necessario rifinanziare significativamente il piano straordinario per il reclutamento di professori di II fascia da svolgersi con le attuali regole. Ribadiamo, tuttavia, che una prospettiva di vera riforma di sistema non può oggi prescindere dalla cancellazione dello standard rappresentato dai cosiddetti “punti organico” e dalla definizione di un ruolo unico della docenza universitaria.

Ancora, in tema di semplificazione e di valutazione, troviamo assolutamente non condivisibile il richiamo al cosiddetto “Decreto Brunetta”, rivelatosi tanto inefficace quanto vessatorio. Infine, è inaccettabile la considerazione relativa alla “non sostenibilità” delle aspettative di “80'000 aspiranti studenti universitari e che “non si può immaginare una crescita di spesa pubblica per soddisfare il fabbisogno della popolazione giovanile a cui consentire l’accesso all’università pubblica”. Se viene meno il principio della necessità di un sempre maggiore spesa pubblica al fine di consentire l’accesso all’università per coloro i quali ne abbiano l’aspirazione, si afferma una visione elitaria e censitaria dell’istruzione superiore.

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10 luglio 2014
Resoconto dell’incontro al MIUR con Marco Mancini, capo del Dipartimento per l’Università, dei rappresentanti di

ADI, ADU, ANDU, ARTeD, CIPUR, CISL-Università, CNRU, CNU, CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CoNPAss, CSA-CISAL Università, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Docenti, SUN-Universitas News, UDU, UIL RUA

Il ministro Stefania Giannini intende proporre al Consiglio dei Ministri a fine luglio/primi di agosto un Decreto Legge che riguarderà  la Scuola e l'Università.

Marco Mancini si è impegnato a fissare al più presto un calendario di incontri specifici (“tavoli tecnici”) su alcuni dei temi proposti dalle Organizazzioni universitarie prima che sia varato il Decreto Legge. Il primo argomento che si affronterà è la rivisitazione dell’ASN e probabilmente si inizierà il confronto sul numero chiuso.

Per quanto riguarda l’Università gli argomenti del DL saranno:

  1. ASN, rivisitazione.
  2. Semplificazione adempimenti degli Atenei per criteri di valutazione della didattica;
  3. Punti organico e riequilibrio del turn over tra gli Atenei.
  4. Reclutamento straordinario.
  5. Numero chiuso.

1. ASN, rivisitazione

Si tratta di rivedere sostanzialmente l’art. 16 della Legge 240/2010.

E’ già stata sospesa la tornata 2014.

Saranno previste probabilmente due tornate ogni anno per la presentazione delle domande di abilitazione al fine di alleggerire la pressione e l’eccessiva numerosità delle domande della prima tornata ASN 2012.

Si intende introdurre elementi di semplificazione per rendere, anche se non proprio “a sportello”, ma comunque più fluida l’abilitazione.

Non si deve tornare indietro in merito alla considerazione che si tratta di una abilitazione scientifica e dunque non anche didattica. Le Organizzazioni universitarie hanno insistito affinché la didattica venga invece presa in considerazione nel processo delle nuove modalità di abilitazione. Il Capo del Dipartimento Università ha manifestato la volontà di fare presente questa richiesta al Ministro.

Marco Mancini ha sostenuto che spetta agli Atenei e ai Dipartimenti chiamare i migliori docenti per meriti scientifici e valutarli sugli aspetti anche della didattica.

Con il D.L. si intende rivedere la presenza e il ruolo del membro Ocse nelle Commissioni dell’ASN.

Con il D.L. si deve in ogni caso intervenire sui decreti attuativi come ad esempio D.M. n. 76 o D.M. n. 222.

Un obiettivo che si intende perseguire è senza dubbio quello di rivedere il ruolo dell’ANVUR così come i criteri ed i parametri fissati dall’ANVUR stesso.

In questa direzione è necessario ristabilire un confronto di scelte politiche ministeriali concordate soprattutto con il CUN. Lo squilibrio più complesso da risolvere nell’ASN è la notevole distanza tra settori scientifico disciplinari eccessivamente esigui in termini numerici che hanno sofferto per lo schiacciamento nei macrosettori concorsuali da parte dei SSD sempre numericamente più forti.

Non si può più certamente tornare indietro alla passata polverizzazione dei SSD con numeri non sostenibili come 4 o 5 ordinari per settore ed è necessario proprio un intervento del CUN nel ridefinire i confini dei singoli settori concorsuali. Da un lato, quindi, è necessario rimodulare i recinti dei settori concorsuali e, dall’altro, garantire la giusta rappresentatività di ogni singolo SSD. In merito a questo aspetto si stanno effettuando delle simulazioni ma è chiaro che soltanto con l’interlocuzione sarà possibile venirne a capo di tale problematica. Il CUN, in sostanza, non deve solo contribuire alla risoluzione della questione della disomogeneità numerica eccessiva tra i diversi SSD e Macrosettori Concorsuali ma anche individuare i criteri che riescano a contemplare in maniera univoca le varietà scientifiche e le divergenze numeriche. Sarà molto complesso, ovviamente, riuscire a coniugare e portare a sintesi le esigenze e le particolarità di corpi disciplinari e scientifici molto diversi e trovare le soluzioni quanto più adeguate possibili rispetto ai confini che si stabiliscono per l’ASN.

Un altro aspetto che il D.L. dovrebbe riuscire a definire è il ruolo svolto dall’ANVUR, infatti, se al MIUR spetta il compito di definire le politiche, i criteri, i decreti e le strategie di sviluppo del comparto Scuola, Università e Ricerca Scientifica, ovvero definire la politica che si intende adottare e gli obiettivi che si intendono perseguire, all’ANVUR spetta il ruolo di attuazione, attraverso l’applicazione di criteri specifici, e di verifica del raggiungimento degli stessi obiettivi.

Tra le più gravi criticità che sono emerse nell’ASN 2012, lo squilibrio tra la ponderazione dei risultati tra discipline umanistiche e discipline scientifiche è certamente il dato più urgente da risolvere e MIUR, ANVUR e CUN hanno l’obbligo di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile.

2. Semplificazione adempimenti degli Atenei per criteri di valutazione della didattica

Si fa riferimento sostanzialmente al DL n. 19. Deve essere alleggerita e semplificata tutta l’organizzazione della valutazione ex-ante degli Atenei per quanto riguarda le procedure di accreditamento e sistemi come AVA, ecc., e approfondire la valutazione ex-post.

Deve essere anche messa a punto e verificata tutta la macchina organizzativa per preparare gli Atenei ai controlli e alle verifiche da parte degli ispettori del ministero.

Gli Atenei, inoltre, non devono dimenticare che sono ancora tenuti al rispetto dei dettami “Brunetta” sulla loro performance e sulla definizione dei Piani Annuali e Triennali e sul conseguimento degli obiettivi fissati. Dunque è importante un raccordo strutturale ed evitare la duplicazione delle procedure.

Anche gli organi paritetici interni agli Atenei devono essere snelliti e semplificati.

3. Punti organico e riequilibrio del turn-over tra gli Atenei

Si fa riferimento essenzialmente al DPCM n. 49, art. 5 e 7. Sono misure che richiedono l’accordo del Mef. Con il D.L. che si intende proporre si vorrebbe incidere su qualche punto strutturale. Rimediare, innanzitutto, allo squilibrio generato nel turn-over dei diversi Atenei. Si vuole introdurre una percentuale minima fissa come variabile indipendente del 20-25 % dei pensionamenti di ciascun Ateneo a cui si andrebbe ad aggiungere la premialità stabilita tra il tetto nazionale fissato dal Mef e la performance relativa di ciascun Ateneo. Al parametro della performance deve essere associata anche la virtuosità del singolo Ateneo nella gestione economica delle proprie risorse.

In pratica alla esigenza dei singoli Atenei di soddisfare le aspettative di crescita e di sviluppo occupazionale si deve coniugare il limite imposto dal Mef come tetto nazionale della spesa pubblica per le nuove assunzioni.

Le progressive restrizioni imposte dal Mef amplificano gli effetti di verticalizzazione della “piramide accademica”.

A questo proposito anche gli stessi Abilitati all’ASN 2012 comportano seri problemi di reperimento delle risorse. Da questo punto di vista per i non abilitati e ricorrenti il Ministero non intende destinare fondi speciali o riaprire i termini per l’ASN 2013.

L’unica cosa che si potrebbe garantire in una contingenza così sfavorevole dal punto di vista delle risorse economiche disponibili per le progressioni delle carriere o per l’immissione in ruolo degli abilitati non strutturati già negli Atenei, è la maggiore autonomia degli Atenei stessi sempre qualora sia effettivamente dimostrata la virtuosità della gestione economica di ogni singolo Ateneo.

4. Reclutamento straordinario

Oggi si rende particolarmente pressante l’esigenza di attuare un Piano Straordinario per i ricercatori a tempo determinato. Il numero dei posti non è ancora stabilito perché vincolato alla disponibilità del MEF. Tali posti saranno relativi al FFO 2014 e il meccanismo di allocazione economica potrebbe concretizzarsi nell'aumento del fondo di 10 milioni di euro già predisposto dal precedente ministro Profumo. Non è ancora stata chiarita la 'tipologia' dei posti di ricercatore da bandire (RTDa e/o RTDb).

Sono state, intanto, reperite le risorse economiche al fine di bandire entro la fine di luglio circa 5 mila contratti per le scuole di specializzazione di Medicina; sarebbe auspicabile un riordino complessivo delle stesse scuole di specializzazione.

5. Numero chiuso

Con il D.L. che si intende proporre non sarà abolito il numero programmato per l’accesso all’Università anche se si intende modificare le modalità di selezione, considerando, in particolare, il “sistema francese”.

La programmazione si rende necessaria e non più reversibile soprattutto per la non sostenibilità del sistema di formazione universitaria pubblica. Di fatto non è possibile rispondere alle esigenze di oltre 80 mila aspiranti studenti universitari, non si può immaginare una crescita di spesa pubblica per soddisfare il fabbisogno della popolazione giovanile a cui consentire l’accesso all’università pubblica. 

Nell'incontro sono state toccate anche altre questioni.

  • Si intende eliminare il 'legame' tra il bando dei posti a ordinario e quelli a ricercatore di tipo B.
  • Sono all'attenzione del  MIUR i casi dei procedimenti disciplinari denunciati ed è stato preso da Marco Mancini l'impegno di riportare al Ministro la richiesta – più volte avanzata dalle Organizzazioni universitarie – di sostituire i Collegi di disciplina di Ateneo con il Collegio di disciplina nazionale.