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Il MIUR ha finalmente approvato lo Statuto dell'INFN

Il nostro commento al nuovo Statuto dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

22/03/2011
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La FLC CGIL commenta il nuovo Statuto dell'INFN (che alleghiamo e pubblicato sul sito dell'Ente) e scrive al direttivo (insieme a Cisl, Uil e Anpri) per avere urgentemente un incontro nella prossima riunione del 25 marzo.

Per il nostro sindacato è prioritario che in questa nuova fase si discuta insieme alle Organizzazioni sindacali dei nuovi regolamenti e che si riavviino le trattative su Contratti integrativi e su tutti i problemi aperti.

Pubblichiamo di seguito il nostro commento allo Statuto e la lettera che Cgil, Cisl, Uil e Anpri hanno inviato al Consiglio direttivo per intervenire nella prossima riunione. Se l'INFN non dovesse dar seguito a questa richiesta, le delegazioni trattanti il 25 marzo organizzeranno un volantinaggio davanti alla presidenza per illustrare la nostra posizione a tutto il direttivo.

Modalità con cui si è giunti alla stesura dello Statuto

L’iter di stesura e approvazione dello statuto ci ha lasciato molto perplessi. Come più volte ribadito ci saremmo aspettati un coinvolgimento del personale e una discussione più partecipata da parte di tutta la comunità dell’Ente. Lo statuto è la stesura dei principi a cui l’Ente deve fare riferimento per il futuro ed è paradossale che non si sia voluto sentire neppure il parere di coloro i quali, nei prossimi decenni, l’ente lo vivranno, lavorandoci e dirigendolo. Le imposizioni di segretezza hanno di fatto svilito e reso inutile la presenza in seno al consiglio di coloro che avrebbero dovuto rappresentare il personale, ponendosi in una condizione silente nei confronti di chi le decisioni le ha prese, senza interloquire con il personale e senza pretendere che il personale, tramite le organizzazioni sindacali, si confrontasse con la dirigenza. Un metodo lontano dai principi di democrazia e libertà di opinione, che la Costituzione e la Carta Europea dei Ricercatori riconosce alla comunità scientifica. Lo statuto poteva essere l’occasione per coniugare l’eccellenza scientifica, che riconosciamo all’INFN, ad un’organizzazione democratica di un ente formato da una comunità di pari.

Nel merito

Se nel metodo usato per arrivare a scrivere lo statuto esprimiamo tutto il nostro disappunto, nel merito, considerando il periodo storico e politico in cui viviamo, apprezziamo che sia stato arginato (ma non escluso totalmente) il tentativo di assalto da parte della politica, che avrebbe potuto cancellare il potere deliberante del Consiglio Direttivo e vedere nascere il consiglio di amministrazione. Preservati consiglio e giunta, resta però un’incognita: il ruolo (e il potere) del Direttore generale. Sarà indispensabile definirne in modo inequivocabile, attraverso il regolamento del personale, i margini di manovra.

Non si sentiva affatto l’esigenza di avere un membro di giunta di nomina ministeriale, anche se in via di principio dovrebbe avere competenze amministrative e gestionali, sarebbe stato auspicabile che gli venisse preclusa la possibilità della vice-presidenza. Un aspetto importante è che si sia fatta chiarezza sulle procedure per la designazione del presidente dell’Ente, la procedura, benché esplicitata in modo puntuale, lascia un punto oscuro e arbitrario rispetto alla consultazione del personale delle Sezioni e dei Laboratori da parte dei direttori. La consultazione “effettuata nelle forme più opportune” da parte dei direttori, potrebbe in futuro escludere parte del personale dalla consultazione. Le sezioni e i laboratori dovrebbero inserire nel disciplinare per le cariche elettive le procedure di consultazione del personale per produrre la rosa di nomi. Il personale non viene mai citato esplicitamente nelle forme di consultazione, inoltre la formazione della rosa dei candidati non è affatto trasparente, sarebbe stato necessario una maggiore autonomia delle sezioni, tutto è lasciato nelle prerogative del Presidente. Nella scelta di Presidente e membri di Giunta, si citano in ordine i professori universitari ordinari e in seconda istanza i dirigenti di ricerca dell’Ente; senza mettere in dubbio la collaborazione con l’Università, il management dell’Ente andrebbe cercato prima tra i propri dipendenti, persone che quotidianamente fanno sì che l’INFN sia un Ente di eccellenza scientifica.
Mentre è chiaro il sistema per eleggere il Presidente, nessuna procedura è prevista per dare la possibilità al Consiglio direttivo per sfiduciarlo. Un contrappeso sarebbe stato opportuno, avrebbe permesso al Consiglio direttivo di avere un bilanciamento dei poteri. In quest’ottica  per il  piano triennale, mezzo con il quali si programma la politica scientifica dell’ente, che è proposto dal Presidente e istruito dal Direttore Generale, si sarebbe dovuto specificare meglio l’emendabilità da parte del Consiglio direttivo.
Come per l’elezione del Presidente, stessa identica cosa vale per la nomina dei direttori di sezione e laboratori, manca una procedura di consultazione del personale. La direzione delle sezioni e dei laboratori è attribuita dal Consiglio Direttivo mediante elezione, ma non esiste la figura proponente, lasciando il personale del tutto escluso dall’esprimere un orientamento.

L’INFN non esclude la ricerca bellica

E’ stato spiacevole non leggere che l’INFN, nella sua missione non inserisse il ripudio categorico e incondizionato della ricerca in ambito bellico. E’ una mancanza poco lungimirante, che avrebbe salvaguardato il lavoro e l’autonomia scientifica dei propri dipendenti. Una scelta simile avrebbe dato il segnale che la scienza è portatrice di sviluppo e pace in tutto il mondo. La fase storico-politica in cui viviamo non ammette spazi interpretativi riguardo la mission dell’INFN. La società italiana ed internazionale devono avere chiari gli ambiti di ricerca scientifica perseguiti dall’Ente.

Le commissioni scientifiche

Le commissioni scientifiche, luogo deputato a far crescere idee nuove, rischiano di vedersi mortificato il lavoro che fanno. In quanto organo consultivo, le commissioni non godranno di autonomia di spesa e di riunione (è il Presidente che le convoca), dovranno faticare non poco per accreditarsi l’autorevolezza delle loro scelte. Visto il quadro politico attuale, che vede il finanziamento dell’Ente da parte dello Stato sempre più ridotto (cresce l’inflazione ma il budget rimane immutato, basta vedere i grafici dei vari piani triennali), servirebbe un incentivo ai giovani ricercatori per trovare fondi esterni e permettere una ricerca più autonoma, pur non essendo preclusa non è sicuramente incentivata.

Il rappresentante dei Tecnologi

Nonostante fosse stato sempre promesso, nulla è stato fatto per inserire nel Consiglio direttivo un rappresentante dei Tecnologi, o quantomeno per equiparare in tutto e per tutto la figura del tecnologo con quella del ricercatore. Da questo punto di vista sarà necessario che il regolamento del personale dia gli strumenti per permettere che tutto il personale abbia gli stessi diritti, nell’ottica che la crescita professionale di qualunque figura, sia esso ricercatore, tecnologo, tecnico o amministrativo è positivo sia per il singolo sia per l’istituto stesso.

Auspichiamo che venga data la possibilità alle Organizzazioni sindacali di esprimere direttamente alla dirigenza le nostre osservazioni, ma soprattutto che ci venga data la possibilità di contribuire alla stesura dei regolamenti. Per questo motivo Cgil, Cisl, Uil e Anpri, in modo unitario, hanno fatto richiesta al Direttivo di essere sentiti nella prossima riunione del 25 marzo. Se ciò non avvenisse, le delegazioni trattanti delle OO.SS. si mobiliteranno in quella data con un sit-in informativo per il direttivo.

__________________

Roma, 21 marzo

Al Presidente dell’INFN
Prof. Roberto Petronzio
e p.c.
Ai membri del Consiglio Direttivo dell’INFN

Oggetto: Richiesta di incontro urgente con il Consiglio Direttivo

A seguito di ripetute richieste di convocare al più presto incontri di trattativa sindacale, le scriventi OOSS hanno ricevuto una risposta parziale e tardiva con la convocazione del 1 aprile.  E non è un caso isolato, perché veniamo da un lungo periodo di reticenze: il testo del nuovo Statuto tenuto segreto fino all’ultimo, la stesura dei nuovi regolamenti istruita senza il benché minimo confronto con i sindacati rappresentativi, il piano triennale (completamente stravolto per la parte che riguarda il personale) approvato senza essere stato nemmeno mostrato (come prescritto dalla legge)  alle OOSS, una normativa degli acquisti sempre più complicata imposta al personale senza possibilità di discutere le problematiche lavorative connesse. Eppure, in un momento di grandi cambiamenti e con una grave carenza di risorse umane ed economiche ci sembra indispensabile coinvolgere maggiormente il personale nella discussione di tutte le problematiche che lo riguardano. Al contrario, nessuna concreta risposta alle nostre sollecitazioni e richieste scritte è stata data da molti mesi a questa parte, al di là di generiche rassicurazioni. Non possiamo che registrare una crescente disattenzione verso tutto il personale e, più in generale un atteggiamento al limite del comportamento antisindacale di cui vogliamo che il consiglio direttivo abbia contezza.

Ribadiamo che i problemi più importanti sono sul tappeto da lungo tempo e vedono al primo posto le stesura dei nuovi regolamenti. Oltre ai punti all'o.d.g. del 1 aprile, che comunque arriva dopo 5 mesi dall’ultimo incontro di trattativa ci sono anche rilevantissime questioni: il piano Triennale e il precariato, la figura del RUP,  la Polizza sanitaria, la Polizza INA per i nuovi assunti e il riconoscimento dell’IIS per gli altri dipendenti, il regolamento circa gli spin-off.

Pertanto, le OO.SS. chiedono:

  • un incontro urgente con il Consiglio Direttivo, in occasione della prossima seduta del 25 marzo 2011;
  • incontri di trattativa periodici e calendarizzati per discutere esclusivamente della stesura dei nuovi regolamenti;
  • un calendario di incontri di trattativa definito per tempo, più serrato di quanto avuto in passato, per discutere delle altre tematiche enunciate.

Distinti saluti

FLC CGIL - FIR CISL - UIL RUA - ANPRI

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