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CCNL Settore Università: sbloccati 25 milioni di euro per l'aumento del trattamento fondamentale del personale tecnico e amministrativo

Un primo risultato della mobilitazione unitaria. Ora difendere il restante 50% dello stanziamento

16/06/2023
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Ieri il Consiglio dei ministri ha emanato un decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della pubblica amministrazione” che all’art.6 riscrive l’articolo 1, comma 297 - lettera b), della legge n.234/2021 che ha stanziato 50 milioni di euro per il personale tecnico amministrativo delle università statali.  

Ora la norma, se non verrà modificata nel percorso parlamentare (entro 60 giorni)  di conversione in legge del decreto, prevede che il 50% dei 50 milioni di euro stanziati nella legge di bilancio del 2022 “viene assegnato dalle università .. ad integrazione del trattamento fondamentale secondo quanto previsto dal contratto collettivo nazionale”. Ciò permetterà di superare le resistenze rappresentate dall’ARAN e di utilizzare 25 milioni di euro sulla retribuzione base, determinando un aumento medio di circa 500 euro anno per dipendente (lordo amministrazione).

Per i restanti 25 milioni di euro rimane purtroppo ancora la previsione che questi debbano essere assegnati al personale “in ragione della partecipazione dello stesso ad appositi progetti finalizzati al raggiungimento di più elevati obiettivi nell'ambito della didattica, della ricerca e della terza missione” demandando i criteri di utilizzo “mediante la contrattazione collettiva integrativa nel rispetto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale”.

Chiaramente il nostro obiettivo rimane quello di destinare tutti i 50 milioni alla generalità del personale e in tal senso proporremo alle forze politiche un apposito emendamento all’art.6 del DL, considerando anche che per il personale di altri settori la modifica prevista per analogo provvedimento ha riguardato  il 100% delle risorse aggiuntive stanziate.

In ogni caso perseguiremo con determinazione questo obiettivo anche in sede di trattativa con l’ARAN per il rinnovo del CCNL, contrastando la proposta che i restanti 25 milioni di euro vengano destinati alla performance e alle indennità organizzative o che vengano indirizzati a premi e premietti di brunettiana memoria.

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

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