
Elezioni RSU 2025: la propaganda che fa male ai lavoratori, ai sindacati, al contratto
In prossimità della scadenza per il rinnovo delle RSU si lavora di demagogia


Qualcuno pensa che le elezioni per le RSU possano essere condotte come elezioni politiche, per cui non valgono tanto le piattaforme sindacali conosciute da tutti, il lavoro nelle scuole, il confronto nelle assemblee, bensì il lancio di proposte da “programma elettorale” che hanno giusto la funzione da specchietto per le allodole.
E allora… giù ad avanzare emendamenti a leggi in corso di approvazione per un’indennità qua, un vantaggio là per questa o quella funzione dei lavoratori, per questo o quel disagio.
Un modo di fare pericoloso se si pensa che poi queste proposte hanno come fondamento quello di far male ai lavoratori, ai sindacati, al contratto.
Infatti, queste proposte, sganciate dal contratto, hanno questi profondi limiti:
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sono consegnate alla legge e non al Contratto
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espropriano così la contrattazione di materie che sono di sua prerogativa
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sottraggono fondi (si pesca sempre dal fondo di Istituto impoverendolo sempre di più) alla generalità dei lavoratori
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indeboliscono il potere contrattuale dei sindacati consegnandolo ai partiti delle maggioranze di turno.
Per questo, per quanto le proposte e rivendicazioni possano essere concrete e condivisibili, sono chiaramente di stampo propagandistico, velleitarie e prive di qualsiasi probabilità di riuscita.
Per fare un solo esempio.
Risulta sicuramente condivisibile la proposta (presentata quale emendamento al decreto PA) per riconoscere un’indennità di trasferta ai docenti che lavorano lontano da casa. Dopodiché non si può ritenere che a questo fine possano essere utilizzate le limitate risorse già impegnate per riconoscere un’indennità di disagio ai docenti in servizio in zone socialmente svantaggiate, anche perché utilizzando queste poche risorse ai docenti fuori regione si attribuirebbero appena 40 euro mensili netti, una cifra certo non adeguata per far fronte alle tante spese di chi lavora lontano da casa. Perché non si parla di risorse aggiuntive?
D'altronde perfino i fondi per il rinnovo contrattuale sono alquanto scarsi e largamente inadeguati perfino per riconoscere gli aumenti necessari a tutto il personale per recuperare l’inflazione del triennio (si prevedono aumenti stipendiali del 6% a fronte di un’inflazione del 17%!)
Il modo di operare corretto è un altro, quello seguito dalla FLC CGIL che, quando si rapporta alla legge proponendo emendamenti, lo fa senza intaccare le prerogative contrattuali e senza sottrarre fondi a settori di lavoratori per spostarli su altri.
Ne sono un esempio gli emendamenti dalla FLC CGIL al decreto PA presentati.
Essi sono finalizzati all’utilizzo delle graduatorie dei concorsi ordinari 2020 (DD 498 del 21 aprile 2020 e DD 499 del 21 aprile 2020) prima di bandire nuovi concorsi; all’immissione in ruolo degli Idonei del concorso straordinario 2020 (DD 510/2020 e successive integrazioni); alla costituzione delle graduatorie degli idonei nei concorsi PNRR 2023 e loro utilizzo; alla proroga dei contratti ATA per PNRR e Agenda sud fino al 31 dicembre 2026; all’utilizzo delle economie delle risorse non utilizzate per l’ordinamento ATA a beneficio del medesimo personale; all’estromissione dalle segreterie scolastiche di “passweb”,ecc.
La FLC CGIL ha predisposto una ampia piattaforma con tutte le rivendicazioni per riconoscere e valorizzare appieno il lavoro e gli stipendi del personale docente, educativo ed ATA. A sostegno di questa piattaforma sta promuovendo numerose iniziative, assemblee nelle scuole, sit-in e, negli ultimi mesi, ha proclamato ben due azioni di sciopero della categoria anche per chiedere il ritiro dei tagli agli organici docenti e ATA programmati dalla legge di bilancio 2025 e per contrastare il dimensionamento della rete scolastica.
La prossima settimana, nei giorni 14, 15 e 16 aprile finalmente si voterà per le RSU in tutte le scuole. I lavoratori e le lavoratrici avranno la possibilità di scegliere i propri rappresentanti sui posti dei lavori e di valorizzare le organizzazioni sindacali in grado di rappresentare e tutelare concretamente i diritti e gli interessi dei lavoratori al di là di improbabili promesse e di ogni falsa propaganda.